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Oscar Vendola

Nichi, come Giannino, ha detto una bugia. Ma lui non si dimette

di Redazione | 21 Febbraio 2013 ore 21:30

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Povero Nichi Vendola. Non più tardi dell’altro ieri, in quel di Napoli, davanti ai cronisti che gli chiedevano un parere sullo scivolone di Oscar Giannino, aveva risposto con una parola secca: “Chapeau”. E così dicendo, aveva elogiato la prontezza con la quale il fondatore di Fare per Fermare il declino aveva rassegnato le dimissioni: “In un paese che è stato governato dalla menzogna eletta a sistema, il peccato veniale di Oscar Giannino e come lo ha affrontato gli fa onore”. Doveva avere forse un brutto presentimento il governatore della Puglia, alleato principe di Pier Luigi Bersani alle elezioni di domenica prossima. Perché ieri, nel teatrino delle patacche e delle bugie – un teatrino che si recita nel ridotto di questa turbinosa campagna elettorale – è precipitato purtroppo anche lui.

Andiamo ai fatti. “Io non ricordo di avere mai conosciuto la dottoressa De Felice”, aveva dichiarato Nichi il 15 febbraio scorso dopo avere letto un articolo di Panorama nel quale si faceva riferimento a una fotografia che lo ritrae a una festa, seduto accanto a Susanna De Felice, il giudice barese che il 31 ottobre dell’anno scorso lo ha prosciolto da un’accusa di abuso di ufficio. E, puntualmente, aveva lasciato indendere che lo scoop di Panorama altro non era che il braccio armato della solita, insopportabile macchina del fango. Pensava di cavarsela con una bugia, con un peccato veniale, con il piccolo azzardo di una smentita. Ma i giornali hanno un’altra narrazione, parola tanto decantata dall’epica vendoliana, e difficilmente cedono al fascino della poesia o alle ragioni di una competizione elettorale. E così, ieri mattina, Nichi è stato messo davanti all’evidenza. Il sito di Panorama ha pubblicato la foto che lo inchioda: un ritratto di gruppo, una festa privata e famigliare della primavera del 2006, con le immagini nette e sorridenti di Vendola, seduto accanto al suo compagno, e subito dopo lei, la dottoressa De Felice, giudice per le indagini preliminari, venuta a brindare, assieme agli altri convitati, per i quarant’anni di Paola Memola, commercialista e cugina del governatore. Una tavolata allegra e spensierata, dove la politica si abbraccia col fior fiore della magistratura barese: oltre alla De Felice, nella foto si vede l’ex pm Gianrico Carofiglio, scrittore e senatore del Pd, con la moglie Francesca Pirrelli, pubblico ministero e amica cara di Patrizia Vendola, sorella di Nichi; c’é Emma Manzionna, giudice civile a Trani e c’é pure Teresa Iodice, anche lei pm alla procura di Bari. Comunque una tavolata innocente, vissuta alla luce del sole. Per quale motivo Vendola vorrebbe cancellarla dalla memoria?

Ai poeti, si sa, sono concesse distrazioni o leggerezze e si può perdonare di tutto, anche una caduta di stile. Ma la bugia no. Perché Nichi, oltre a essere un poeta, è un uomo politico che, come candidato a far parte del nuovo governo, predica rigore e trasparenza. Giannino, dopo le mattane su lauree e master e Zecchino d’oro, ha ammesso i suoi errori e ha tratto le conseguenze. Il leader di Sel, invece, continua solo a minacciare querele: un vecchio metodo per appannare bugie e verità e per dimostrare che uno “chapeau” va bene, ma solo se si dimettono gli altri.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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