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Vaticini

Columbro annuncia gli alieni per il 2012, ci porterannno il pezzo di Dna che ci manca

Ma la domanda è: ma a noi umani, nel frattempo che arriva E.T., chi ci salva?

di Redazione | 08 Luglio 2008 ore 13:00

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Per fortuna che c’è il Divino Otelma, mago di schietto buon senso, anzi un filo materialista per i tempi che corrono, che a richiesta rilascia vaticini sul seguente tema: “Il Cavaliere cadrà?”. Puro razionalismo cartesiano. Per il resto, la deriva misteriosofica e new age che imperversa nel dorato demi-monde dello spettacolo italiano fa temere un’estate all’insegna del puro delirio. Roba che i tempi in cui Eleonora Brigliadori predicava al Maurizio Costanzo i portentosi effetti curativi dell’urinoterapia – basta berne un bel bicchiere al mattino, è conveniente e senza controindicazioni – come uno dei migliori ritrovati della medicina New Age, visti retrospettivamente sembrano l’Illuminismo. Succede e si legge di tutto. Ma si sa che le origini dei mali italiani sono sempre antiche, come direbbe Emanuele Macaluso. Prendete uno come Marco Columbro. Ce lo si ricordava soprattutto come ex attor giovane, un caratterista generico, un po’ un Luca Barbareschi non passato in politica, per capirsi. Invece si scopre che è dal 1986 che tiene conferenze spirituali, ha fatto avanti e indietro dal Tibet, sa tutto di universi paralleli.

Ieri, serio serio come se strologasse di Fantacalcio, se n’è uscito sulla Gazzetta dello Sport con un’intervista in cui ha spiegato: “Nel 2012 ci sarà un’invasione pacifica dei nostri fratelli cosmici”. I quali marziani “ci diranno esattamente da dove veniamo, a partire dal fatto che il nostro Dna è stato portato qui da un’astronave”. E la terra migliorerà. Perché “gli alieni hanno gli strumenti per recuperare il pianeta nel giro di pochi minuti”. Perbacco, meglio di una Finanziaria triennale di Tremonti. Ma Columbro non va in giro a spacciarsi per un illuminato. E’ solo uno di quelli che li ha visti, gli Ufo. Una volta, a New York, nel cielo sopra la 54esima. “Erano loro, ci salutavano”.

“Che, è lei René Guenon?”. Un altro che non ti aspetteresti è Pippo Franco, ce l’abbiamo in mente soprattutto come politologo del Bagaglino. E diciamo la verità, alzi la mano chi, al terzo Martini, non ha mai pensato almeno una volta: “Beh, mica male, come politologo, questo Pippo Franco”. Invece Pippo Franco da anni tramesta anche lui nel vasto sottoscala dello spirituale e dell’esoterico. E’ persino autore, per le edizioni Mediterranee, l’Adelphi del settore, di un “Pensieri per vivere - Itinerario di evoluzione interiore”. Nel quale offre anima e corpo la sua sapienza come rimedio “a chi avverte il disagio di vivere”. Il punto di forza di Pippo Franco è che anche lui non si inventa nulla. Il saggio filosofo sa perfettamente che “un uomo solo non può niente senza l’aiuto di coloro che sono già fuggiti”.

Così è andato a caccia di maestri, e ne ha trovati di ottimi nei campi ancora poco dissodati della destra esoterica. E’ lì soprattutto che ha scoperto – e perso completamente la brocca, come direbbe Julius Evola – René Guenon, maestro di ogni sapere ex-post-neospiritualista, che spaziava dal taoismo, all’ermetismo, alla libera Muratorìa. E’ pure capitato che una volta, a un dottissimo convegno evoliano all’Accademia di Romania, Pippo Franco facesse incetta di tomi guenoniani, non perdesse una conferenza, e poi, alla fine, si avvicinasse a un vegliardo e l’apostrofasse: “Che, è lei René Guenon?”. Nel 2012 arriveranno gli alieni. E, ci fidiamo di Columbro, “sarà un evento che annullerà le bugie che da sessant’anni ci raccontano i governi”. Fantastico, tanto a quell’epoca il lodo Alfano sarà operativo da un pezzo. Ma la domanda è: ma a noi umani, nel frattempo che arriva E.T., chi ci salva?

© FOGLIO QUOTIDIANO


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