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Elezioni e seconda fase

Il Pdl si prepara già al voto regionale per spazzare via il gossip

Per La Russa “due sono le candidature naturali: Formigoni in Lombardia e il finiano Scopelliti in Calabria”

di Salvatore Merlo | 02 Settembre 2009 ore 21:14

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Il Pdl respinge la richiesta leghista di un’alleanza sul modello bavarese alle elezioni regionali (il nord a Umberto Bossi, da Roma in giù a Silvio Berlusconi) e contemporaneamente difende il governatore lombardo, Roberto Formigoni, il cui scranno è stato richiesto con insistenza, anche tattica, sia da Bossi sia da Roberto Maroni. La disponibilità, inufficiale, del partito berlusconiano resta quella di candidare due presidenti leghisti in Veneto e Piemonte. Un’eventuale terza regione la Lega se la dovrebbe “barattare” ridimensionando la delegazione al governo: si tratta di una ipotesi circolata nelle redazioni ma ancora ieri smentita al Foglio dai coordinatori del Pdl. Tutto questo mentre si allontana la prospettiva di un patto nazionale con l’Udc. Il partito centrista, dall’11 settembre riunito a Chianciano, tiene lontani gli ambasciatori del Cav. in attesa di capire cosa accadrà al congresso del Pd. Gli accordi su candidature e programmi, tra gli alleati del centrodestra, sono ancora da siglare ma il partito berlusconiano ha già due nomi “naturali”, blindati: Formigoni a Milano e Giuseppe Scopelliti in Calabria. Obiettivo: stravincere e archiviare la stagione del gossip.

Lunedì sera, e poi ancora ieri pomeriggio, i coordinatori del Pdl Denis Verdini e Ignazio La Russa si sono incontrati a Firenze. “Una cena tra amici in vacanza”, raccontano, ma si è anche parlato – e molto – di politica, di assetto organizzativo del Pdl e di elezioni regionali. Spiega La Russa al Foglio: “E’ già chiaro che la data delle elezioni sarà a marzo, il 21 o il 28, dunque siamo tutti d’accordo sul fatto che il partito debba avere i nomi dei candidati alla presidenza delle regioni entro i primi di ottobre. Lo impongono le leggi regionali”. Maroni chiede il modello bavarese, ovvero il nord alla Lega: Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia. “Al nord il partito di maggioranza è il Pdl. Insomma, chiedere è lecito – celia La Russa – rispondere è cortesia. Poi, però, non è affatto detto che tra domanda e risposta ci sia corrispondenza. L’ho anche spiegato per telefono, scherzando, a Maroni”. Come dire: è naturale che i leghisti chiedano molto, ma poi si accontentano anche di un po’ meno. “L’unica cosa sicura – conclude il ministro della Difesa – sono le candidature ‘naturali’ di Formigoni e Scopelliti”.
Il vicecapogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello, conferma e aggiunge: “Maroni parla di modello bavarese, tuttavia questo tipo di alleanza implica che la Lega debba entrare nel Pdl accettando anche di non essere rappresentata nel governo nazionale. Non mi sembra un tema all’ordine del giorno. Adesso dobbiamo rafforzare i rapporti di governo tra noi e il partito di Bossi con l’obiettivo di vincere. Così facendo, anche quei ‘poteri forti’ avversari all’esecutivo, che la Lega ha denunciato, dovranno prendere atto di una terza e consecutiva legittimazione elettorale del centrodestra. Poi di modello bavarese si potrà anche discutere, ma è necessario, prima, modificare gli assetti istituzionali”.


Appare sempre più chiaro che, nel centrodestra
, queste elezioni siano individuate come uno spartiacque della legislatura: il colpo di coda col quale spazzare via definitivamente la stagione del gossip e – magari – aprire la fase costituente che l’approvazione del federalismo fiscale e le pressioni dell’imprenditoria nazionale rendono forse inderogabile. “Che qualcuno abbia lavorato per spaccare l’alleanza con la Lega è evidente come pure la campagna di Repubblica, e non solo, in questi mesi ha rivelato un astio nei confronti di Berlusconi ben al di sopra di ogni record storico”, insiste Quagliariello. Per questo il centrodestra deve assolutamente vincere, specie al sud dove governa ancora l’opposizione.
Come dice il ministro La Russa: “Dobbiamo selezionare i candidati con più chances di vittoria. Scopelliti in Calabria è uno di questi. Il mio collega, Verdini, ha già fatto un lavoro di previsione politico-statistica per modellare l’organizzazione del Pdl sul territorio e individuare i nomi dei potenziali candidati”. Il dossier sarà a breve sottoposto al terzo coordinatore del partito, Sandro Bondi, e poi al premier Silvio Berlusconi. “La road map è fissata – racconta il ministro – il Pdl adesso attiverà le proprie strutture territoriali, i coordinamenti e gli uffici di presidenza. Poi si discuterà con Berlusconi delle candidature regionali e infine, immagino, si farà un incontro di coalizione con Bossi. Tutto entro i primi del mese prossimo”.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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