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Studio tecnico-giudiziario

Ecco i tempi entro i quali il Cav. vuole riconquistare la sua facoltà di governo

Il dialogo col Pd è appeso alla giustizia, e a metà gennaio ricominciano i processi milanesi. Sorpresa su Mills?

di Salvatore Merlo | 05 Gennaio 2010 ore 06:59

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Se il dialogo è destinato a funzionare lo si scoprirà subito, entro la fine di questo mese. E’ opinione diffusa nel gruppo dirigente del Pdl che l’atteggiamento dell’opposizione intorno alle norme destinate a mettere in sicurezza Silvio Berlusconi dall’assedio giudiziario sarà determinante. I due processi nei quali il premier figura come imputato riprendono tra pochi giorni a Milano: il cosiddetto processo Mills il 15 gennaio, mentre il 18 è prevista la prima udienza su Mediaset-diritti tv. Entrambi i procedimenti sono ricominciati dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta, ma se il primo è apparentemente destinato all’estinzione, il secondo sarà prescritto soltanto nel 2012 e desta forse maggiore preoccupazione negli ambienti vicini al Cav. Spiega al Foglio l’onorevole e avvocato Gaetano Pecorella: “Mills riparte da zero, ovvero tutti gli atti dovranno essere ripetuti. La prescrizione è vicina e bisogna considerare anche i molti impegni istituzionali che impediscono al premier di partecipare alle udienze”. Non solo.

A febbraio le Sezioni unite della Cassazione dovranno decidere la sorte di David Mills, l’ex coimputato di Berlusconi. In particolare dovranno esprimersi sulla configurabilità del reato di “corruzione susseguente in atti giudiziari” sostenuto da giudici di appello che hanno condannato l’avvocato britannico. Un reato inesistente secondo la difesa. Se la condanna di Mills dovesse cadere, anche il premier sarebbe salvo con l’effetto di rendere meno pressante la necessità di una legge ad hoc. Nell’attesa, la maggioranza è determinata tuttavia ad approvare contemporaneamente, e su due binari distinti ma paralleli, sia la norma sul processo breve sia il lodo sul legittimo impedimento. Come conferma Pecorella: “Si andrà avanti in tempi rapidissimi. Superati i dubbi di incostituzionalità tutto si può approvare in un mese”. Il processo breve, su cui si concentrano le critiche di Csm e opposizione, sarà discusso in Aula al Senato a partire dal 12 gennaio mentre la legge sul legittimo impedimento, condivisa anche dall’Udc, arriva in Aula alla Camera il 25. Secondo i calcoli dei gruppi parlamentari sulle esigenze processuali del Cav., entrambe le norme dovranno essere approvate in via definitiva nei due rami del Parlamento entro la metà di febbraio.

Nell’ottica della maggioranza si tratta di provvedimenti “ponte”, necessari cioè a proteggere Berlusconi sino all’approvazione definitiva di un nuovo lodo Alfano costituzionale che il centrodestra sembra intenzionato a promuovere all’interno di un più ampio spettro di riforme ordinamentali della giustizia quali la separazione delle carriere e la revisione del sistema elettivo per il Csm. “Berlusconi ha bisogno di una sola cosa – conclude Pecorella – ha bisogno che gli sia consentito di governare con serenità e distacco dai problemi personali. Come ha detto anche la Consulta esprimendosi sul lodo Schifani, il premier va messo in condizione di esercitare la propria funzione al riparo dalle proccupazioni giudiziarie”. In quanto tempo il Parlamento potrebbe garantirgli questa condizione di tranquillità? “In un mese si approva il legittimo impedimento con l’appoggio dell’Udc. Contemporaneamente si avvia la riforma dell’ordinamento giudiziario con il nuovo lodo Alfano costituzionale. In un anno è tutto finito”. Pd e Antonio Di Pietro permettendo.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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