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Illegittimo impedimento

Una nota del Quirinale censura Brancher. Guaio grosso per il Cav.

Il neo ministro non ha prodotto buone ragioni per servirsi dello scudo. Lega accontentata, imbarazzi nel Pdl

di Salvatore Merlo | 25 Giugno 2010 ore 21:30

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Con una inusuale nota serale, Giorgio Napolitano, che in mattinata aveva ricevuto il governatore leghista del Piemonte Roberto Cota, ieri ha stigmatizzato il ricorso da parte del neo ministro Aldo Brancher al legittimo impedimento: “Si rileva che non c’è nessun nuovo ministero da organizzare in quanto l’on. Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio”. Una precisazione irrituale che precipita su un governo momentaneamente privo di Berlusconi (in Canada per G8 e G20). Il presidente, che pure aveva firmato la nomina di Brancher, non si aspettava che l’onorevole annunciasse di voler utilizzare lo scudo giudiziario: ipotesi che, qualora si verificasse, imbarazzerebbe la presidenza della Repubblica che della nomina dei ministri condivide la responsabilità con il premier.

La sortita di Napolitano rivela una questione legata non soltanto a “certi inestetismi della politica”, ma anche agli equilibri interni al centrodestra e ai negoziati sulla giustizia tra Bossi, in qualità di gran tessitore, Fini e Berlusconi. Sembra che il presidente della Repubblica sia stato confortato nella propria convinzione dagli umori della Lega: ieri ha incontrato Cota, giovedì aveva ricevuto Bossi e Calderoli. Da giorni i vertici del Carroccio vogliono liberarsi sia dalla contesa sulle intercettazioni, che li vede “freddisimi se non ostili”, sia dal dubbio che Brancher sia “un leghista aggregato al Pdl”.

Il capogruppo alla Camera, Reguzzoni, aveva già usato parole definitive: “Non è uno dei nostri”. La mossa Brancher sul legittimo impedimento mette a rischio il dialogo con Napolitano? Se lo chiedono anche i finiani, indecisi tra l’elogio a Napolitano e il silenzio. Mentre i berlusconiani temono di ritrovarsi isolati ed esposti a qualche trappola.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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