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I duri finiani soffrono il dialogo sul lodo Alfano e si sfogano su Cosentino

La bandiera della legalità svetta ancora, ma sul voto contro l’ex sottosegretario si fa sentire il gruppo dei garantisti

di Salvatore Merlo | 22 Settembre 2010 ore 06:59

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La bandiera della legalità, sventolata nei mesi passati con toni paradipietristi, potrebbe essere ora parzialmente ammainata da Gianfranco Fini e dal suo nascente partito Fli. Non che l’ex leader di An intenda fare retromarcia su un tema – “legge e ordine” – che gli è caro e che appartiene al corredo genetico della destra, più semplicemente Fini sta ritornando a posizioni, sì, legalitarie ma per niente giustizialiste; lontane cioè dalle forti esternazioni (“chi è inquisito dovrebbe dimettersi”) cui era stato spinto suo malgrado dagli attacchi dei falchi berlusconiani nel momento del massimo attrito tra lui e Silvio Berlusconi. Quando era necessario mordere, in tempo di guerra, Fini ha curvato il suo legalitarismo su una intransigenza che lui stesso ha poi giudicato, ripensandoci, esagerata.

Il nuovo clima di tregua che si respira ora proprio sul delicato tema della giustizia, per le trattative parallele Bongiorno-Ghedini e Bocchino-Alfano, allontana la maggioranza di Fli dalle posizioni del rodomontesco e generoso Fabio Granata che ieri è stato sentito sbottare a Montecitorio: “Non escludo di passare all’Idv se i miei dovessero votare contro l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni di Nicola Cosentino”. D’altra parte sono alcune settimane che Granata parlotta in Transatlantico con Antonio Di Pietro. Chissà. Il deputato siciliano, vicepresidente dell’Antimafia, soffre del cambio di stagione, tanto da aver indirizzato nei giorni scorsi una lettera aperta a Fini sulle questioni giudiziarie che riguardano anche il premier: “Serve liberarsi da tatticismi eccessivi e moderatismi”, ha detto. Ieri Granata ha annunciato, anticipando il suo capogruppo Bocchino (che si è irritato), che oggi i finiani voteranno a favore dell’utilizzo delle intercettazioni di Cosentino. Cosa non del tutto vera, visto che Fli è divisa e almeno quattro deputati, tra cui Silvano Moffa, sono invece orientati a negare l’autorizzazione.

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© FOGLIO QUOTIDIANO


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