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Comune in palio

La scalata romana di Montezemolo parte da Napoli in primavera

L’industriale Lettieri (o Mr Ferrarelle?) per testare il modello LCdM, il Cav. medita di evitare rischi alla Carfagna

di Salvatore Merlo | 22 Ottobre 2010 ore 06:59

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Luca Cordero di Montezemolo sperimenterà a Napoli una propria morbida discesa in politica. La prossima primavera in città si vota per il sindaco e l’ex presidente di Confindustria, con la propria fondazione ItaliaFutura, ha sondato diversi possibili candidati da sponsorizzare, uno dei quali è il patron di Ferrarelle Carlo Pontecorvo. Ma, secondo una propalazione diffusa da chi conosce LCdM, ItaliaFutura si prepara a sostenere la candidatura civica di Giovanni Lettieri, imprenditore nel settore tessile, amico di Gianni Letta e Silvio Berlusconi, apprezzato dall’establishment di centrosinistra, presidente dell’unione industriali napoletani.

La notizia è parzialmente smentita da ambienti vicini a Lettieri, ma è confermata in ambienti politici e salottieri. Si tratterebbe di una candidatura della società civile, indipendente. Lettieri, molto corteggiato anche dai partiti, ha ricevuto l’endorsement di Fabio Cannavaro: “Sogno un ticket tra lui e Roberto Saviano”.
Il presidente degli industriali partenopei, vicino a Montezemolo ai tempi di Confindustria, gode di simpatie trasversali, attrae la borghesia di sinistra ed è apprezzato dal centrodestra benché i maligni lo descrivano in rotta con Antonio D’Amato, ex leader confindustriale molto ascoltato in città. I parlamentari campani commentano così la corsa di Lettieri a sindaco: “E’ una candidatura semanticamente berlusconiana. E’ un uomo del fare”. Difatti il Cavaliere, condividendo l’idea con Letta, aveva pensato di candidarlo lui, alle passate regionali in Campania, salvo aver poi subìto un veto dai potentati locali che puntavano sul coordinatore regionale Nicola Cosentino e poi sul socialista Stefano Caldoro.

La gara per sostituire Rosa Russo Iervolino in comune si annuncia interessante, e non solo per il possibile impegno indiretto di Montezemolo. Il Pdl si sta orientando sul ministro Mara Carfagna che vanta un record di preferenze in Campania. Dicono però che il ministro un po’ tema la sfida, che tuttavia la vede favorita per la vittoria. Lo stesso Silvio Berlusconi, di recente, in privato, ha detto: “Voglio troppo bene a Mara per darle una soma come questa sulle spalle”. I sondaggi sono ottimi, ma se qualcosa dovesse andare male il ministro sa che una vittoria mancata a Napoli potrebbe trasformarsi, poi, in una carriera politica tutta in salita. L’incertezza di Carfagna fa salire le quotazioni di altri candidati, primo dei quali è Fulvio Martusciello (fratello del più noto Antonio). Ma è nel Pd che si pensa a un nome estraneo agli apparati: Lucia Annunziata.

La segreteria ne ha discusso a porte chiuse la scorsa settimana a Roma, presente Pier Luigi Bersani, sfogliando dei sondaggi riservati che, come ha rivelato il Mattino di Napoli, attribuiscono all’ex presidente della Rai un consenso tra il 55 e il 58 per cento. Dieci punti in più dell’altro candidato democratico, Umberto Ranieri e venti punti sopra Nicola Oddati, l’attuale assessore alla Cultura della giunta Iervolino. Annunziata spiega di non aver ancora ricevuto un’offerta formale, ha un contratto di tre anni con la Rai e se interrogata si schermisce arrossendo: “Alla mia età non si cambia mestiere. Leggo e sento fare il mio nome, ho l’impressione che siano soltanto attestati di stima e simpatia. Nulla di più. Di sicuro Napoli è la città che amo”. Dunque chissà.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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