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C'erano una volta i blogger in Messico

Lo "strimpellatore" è il quarto ucciso dai narcos negli ultimi tre mesi. Dietro la guerra della droga c'è quella dell'informazione

di The Tank | 10 Novembre 2011 ore 20:20

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Fra le professioni sconsigliate da The Tank c'è quella del blogger sul narcotraffico messicano. Un trentacinquenne conosciuto in rete con il nome di Rascatripas, lo "strimpellatore", è stato trovato senza testa e con le mani legate alla periferia di Nuevo Laredo, città messicana al confine con il Texas. Sul suo corpo un messaggio: "Ciao, sono Rascatripas e questo mi è successo perché non ho capito che non avrei dovuto postare cose sui social network".

Lo strimpellatore moderava le discussioni su un sito web che denuncia i cartelli della droga, specialmente Los Zetas, e raccoglie segnalazioni anonime sui poliziotti corrotti del confine. Evidentemente l'anonimato della faccenda non è abbastanza sicuro se a Nuevo Laredo sono morti quattro blogger negli ultimi tre mesi. L'ultima, María Elizabeth Macías detta "La nena de Laredo" era stata trovata il 25 settembre. Anche lei era decapitata: è la sanguinosa firma lasciata dai narcos per far capire a giornalisti e blogger come girano le cose.

In Messico è in corso da anni una faida contro i giornalisti che raccontano la guerra del narcotraffico e giornali come El Diario di Ciudad Juarez sono stati costretti a smettere di occuparsi della vicenda. Così ha iniziato a farlo il mondo anonimo e sommerso dei blogger sui narcos, genere reso famoso dal Blog del Narco, sito di un sedicente studente che pubblica video di esecuzioni, minacce, indizi e numeri del narcotraffico. Il fatto che però quel blogger sia ancora vivo ha fatto nascere in molti il sospetto che il portale sia uno strumento di intimidazione gestito dai cartelli.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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