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L’eterno abbraccio tra Parigi e Damasco

di The Tank | 25 Gennaio 2012 ore 21:30

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Il destino della Siria è sempre stato legato a Parigi. E’ stata la Francia, all’indomani della prima guerra mondiale, a favorire la nascita dello stato siriano assumendo il mandato governativo sui territori già parte dell’immenso Impero ottomano. Per un quarto di secolo, Siria e Libano furono le propaggini mediorientali della Francia coloniale. E’ sempre nella capitale francese che due giovani studenti di Damasco, il greco ortodosso Michel Aflaq e il musulmano sunnita Salah al Din al Bitar, fondarono nel 1940 il partito Baath. Frequentavano gli stessi corsi alla Sorbona, università che qualche decennio più tardi avrebbe ospitato le lezioni di Burhan Ghalioun, presidente del Consiglio nazionale siriano impegnato nella lotta per rovesciare Bashar Assad.

Indirettamente, è anche grazie alla Francia che Hafez Assad  ebbe l’opportunità di emergere e di conquistarsi uno spazio sempre maggiore all’interno dei vertici militari e del partito Baath. Durante il protettorato sulla Siria (come ricorda Fouad Ajami su Newsweek) Parigi reclutava giovani da inquadrare nel servizio militare quasi esclusivamente tra le molteplici minoranze che convivono nel paese, preferendo gli alawiti e gli ismailiti alla poco affidabile maggioranza sunnita, da sempre ostile alla leva. Hafez Assad (alawita) colse questa opportunità, e primo nella sua famiglia si iscrisse all’Accademia militare. In breve tempo scalò le gerarchie fino a diventare comandante dell’Aviazione e, nel 1966, ministro della Difesa. Nel 1970, in seguito alla “Rivoluzione correttiva”, divenne presidente della repubblica rimanendoci fino alla morte, avvenuta nel 2000.

I legami con la Francia non si sono mai interrotti, prova ne sono gli incontri tra Sarkozy e Bashar Assad nel 2008 e il forte sostegno dato da Parigi all’opposizione siriana, che proprio nella capitale francese ha aperto la propria sede. Segnale che la Siria (se e quando liberata dal regime di Assad) a ruotare nell’orbita francese anche in futuro.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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