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L’Apocalissi della Bbc

Sul clima, la regina delle news si fece dare la linea dai catastrofisti

di Piero Vietti | 14 Novembre 2012 ore 06:59

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All’indomani di un seminario a porte chiuse con un nutrito gruppo di “esperti scientifici” tenutosi il 26 gennaio del 2006, il Bbc Trust, l’organo di controllo e garanzia della radiotelevisione britannica, dichiarò che da quel momento in poi sul tema dei cambiamenti climatici la bandiera dell’imparzialità sarebbe stata ammainata. Gli “esperti scientifici” che avevano convinto la Bbc della necessità di combattere senza tentennamenti la battaglia contro il global warming restarono però anonimi. Un comune cittadino, il blogger e pensionato Tony Newbery, chiese in nome della legge inglese che tutela la libertà di informazione che quei nomi venissero resi pubblici, dato che decidevano la linea editoriale della tv pubblica. Dato il muro opposto dalla Bbc, ne nacque una causa legale terminata soltanto la scorsa settimana. Grazie anche al dispiegamento di sei avvocati, il servizio pubblico radiotelevisivo inglese ha ottenuto dal giudice di non dovere pubblicare i nomi degli esperti consultati nel 2006. Strano però – hanno pensato alcuni osservatori – che la Bbc si rivolga addirittura a sei avvocati contro un privato cittadino che chiede un semplice elenco. Cosa ci sarà da nascondere? Così Maurizio Morabito, blogger italiano che vive a Londra e da sempre attivo contro il catastrofismo climatico, ha cominciato a cercare in Rete se davvero la privacy degli esperti presenti a quel seminario fosse tutelata dalla legge oppure no. Con qualche difficoltà è riuscito a trovare su una vecchia pagina internet di una delle associazioni presenti a quell’incontro l’elenco dei partecipanti, e lo ha pubblicato sul suo blog, Omnologos. Si è capito perché la Bbc non avesse voluto rivelarlo: dei ventotto “specialisti” presenti appena tre erano scienziati, e di questi soltanto uno si occupava di clima. Tutti gli altri erano attivisti o giornalisti. Tra questi, due membri di Greenpeace, uno dell’associazione ambientalista Stop Climate Chaos, un altro dell’associazione Tearfund, il direttore di “Television for environment”, dirigenti di imprese che investono nell’energia verde e persino un membro dell’ambasciata americana (particolare non indifferente, dato che si parla di tv di stato inglese). Per la Bbc, tra gli altri, erano presenti Peter Rippon, Steve Mitchell, Helen Boaden e George Enwistle, tutti e quattro coinvolti nello scandalo delle false accuse di pedofilia a Lord McAlpine emerso in questi giorni. L’elenco pubblicato da Morabito è subito stato ripreso dai più importanti blogger che scrivono di cambiamenti climatici e da diversi giornali, e a ieri sera la Bbc non aveva dato una sua versione ufficiale della faccenda. Il servizio di radiotelevisione più famoso al mondo, che ha fatto dell’imparzialità la sua bandiera, si sarebbe dunque fatto dettare la linea editoriale, da allora dichiaratamente “parziale”, su un tema delicato come quello dei cambiamenti climatici da un gruppo di attivisti spacciati per “esperti scientifici”. Inarrestabile, lo slittamento della saccente tv inglese dimostra che si può invecchiare male, molto male.

© FOGLIO QUOTIDIANO


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