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Lettera agli amici europei

Non vogliamo diventare come voi, ecco perché Obama va cacciato

di Redazione | 06 Novembre 2012 ore 10:18

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    Ai miei amici europei,

Leggo in diversi sondaggi che quasi tutti voi sperate nella rielezione del presidente Barack Obama. Le cifre sono notevoli, incredibili direi. Più del novanta per cento di voi europei voterebbe Obama (il 94 per cento degli italiani, per esempio, ma le percentuali di Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania sono persino più alte). Altre rilevazioni mostrano che circa la metà di voi crede di dover avere il diritto di votare alle nostre elezioni, visto che le politiche americane hanno effetti notevoli su di voi.
Tutto questo non fa che rafforzare la mia convinzione – e parlo da pronipote di immigrati russi che arrivarono a Harlem e nel Massachusetts occidentale all’inizio del secolo scorso – del fatto che la Rivoluzione americana è stata un evento grandioso, e che gli americani hanno fatto bene ad abbandonare l’Europa autoritaria per provare a creare una nazione libera oltreoceano. Chiunque dia il giusto valore alla libertà deve vedere Obama come una minaccia. Vuole trasformare gli Stati Uniti in una nuova versione dell’Europa: un governo centrale, invadente, livelli alti di tassazione, regolamenti intrusivi su praticamente tutto, combinati con un indebolimento sistematico e deliberato del potere militare, e una politica estera che rifiuta di prendere posizione contro i nemici della libertà.

E’ triste dirlo, ma questo siete voi. Quindi si può capire perché sareste a favore di Obama (anche se le cifre – da plebiscito – sono ridicole): è solo un altro segno della decadenza dell’Europa.
Quando ho iniziato i miei studi in Europa a metà degli anni 60, ero affascinato. La letteratura, la musica, la moda, la filosofia, l’erudizione, la cucina, i film e persino i teatri europei erano palesemente migliori di quasi tutto quello che l’America poteva offrire a un giovane intellettuale. Le conversazioni erano più colte, e mi sentivo più a mio agio, più stimolato, più vivo in Europa che negli Stati Uniti. Non più. Nella maggior parte delle discipline culturali, l’America è più creativa. L’Europa è noiosamente prevedibile. C’è davvero poco di comparabile con l’energia dell’America, nulla può essere avvicinato allo spirito “can do” del popolo americano, nulla è comparabile alla creatività imprenditoriale americana.
L’esempio più lampante della decadenza dello spirito europeo è la caduta drammatica del livello di natalità. Noi abbiamo milioni di bambini. Sembra che invece voi abbiate rinunciato alla più importante forma di creatività.

L’Europa che amavo, che ancora amo, è sempre più un parco dei divertimenti. Divertente da visitare, ma non più fonte di ispirazione creativa. Mi pare che gli europei abbiano abdicato alle loro libertà a favore dei loro governi, a patto che gli stessi garantiscano una vita facile, ben fornita di assistenza sanitaria, un sacco di ferie e nessun obbligo internazionale. Di certo saprete che ben pochi degli euro che pagate in tasse vanno alla difesa. Abbiamo pagato noi quel conto per decenni, e i nostri soldati e le forze militari vi stanno tuttora proteggendo.

Quindi non siate sorpresi – dovreste essere invece decisamente preoccupati – se stiamo sempre più guardando al di là del Pacifico. Non è un caso se i più brillanti e talentuosi americani sono sempre più asiatici, sempre meno europei. Non vogliamo seguire il vostro esempio. Il vostro sostegno incondizionato a Obama – che ha causato danni incalcolabili all’America – conferma il mio pessimismo riguardo al vostro futuro. Infatti proprio mentre venivano pubblicati i risultati di quei sondaggi, la mia attenzione è stata catturata da un altro titolo, che annunciava i livelli record di disoccupazione a livello europeo. Le due cose vanno di pari passo. Soltanto le energie di un popolo libero possono sostenere la creazione di benessere, e quella specie di stato che avete creato, sia a livello nazionale sia continentale, soffoca tali energie. Anche noi stiamo attraversando un momento difficile, in parte a causa di nostri errori macroscopici e in parte perché l’Amministrazione Obama sembra non rendersi conto di quanto è eccezionale l’America. Voi vi rivolgete ai vostri leader perché risolvano loro i vostri problemi. La maggior parte di noi – o almeno spero sia così – preferirebbe che il governo si togliesse dai piedi per permetterci di trovare da soli le soluzioni migliori.
Abbiamo una possibilità per farlo, soprattutto se ce ne fregheremo del vostro cattivo consiglio e manderemo Obama in pensione anticipata nell’isola di Oahu.
   

di Michael Ledeen
Ledeen è Freedom Scholar alla
Foundation for Defense of Democracies
ed esperto di questioni iraniane
(traduzione di Marion Sarah Tuggey)
 

© FOGLIO QUOTIDIANO


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