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Quei quattro bambini cristiani decapitati per aver rifiutato l’islam

di Giulio Meotti | 10 Dicembre 2014 ore 10:14

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Bambini sciiti a Baghdad (foto AP)

Roma. A raccontare la loro storia è stato il vicario anglicano di Baghdad, Canon Andrew White. Siamo in una enclave cristiana caduta nelle mani degli uomini del Califfato vicino alla capitale irachena. “Le cose hanno iniziato a mettersi male a Baghdad, ci sono stati bombardamenti e sparatorie; hanno iniziato a uccidere i cristiani e così molti di loro hanno iniziato a fuggire verso Ninive, da dove molti provenivano”, ha raccontato il religioso anglicano alla stampa britannica. “Un giorno sono arrivati quelli dello Stato islamico e hanno dato il via a una vera e propria caccia all’uomo. Ne hanno ammazzati moltissimi”. Compresi dei bambini cristiani. Uccisi perché cristiani. Quattro in particolare.

 

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Il reverendo Canon White, medico anestesiologo che soffre di sclerosi laterale e deve essere protetto da trenta guardie del corpo perché l’Is lo vuole morto, non è il primo religioso a denunciare la sorte dei bambini cristiani. “E’ in corso un olocausto dei cristiani”, aveva detto settimane fa alla Cnn Mark Arabo, leader cristiano, parlando di “sistematica decapitazione di bambini” da parte dell’Is. “I bambini vengono decapitati, le madri violentate e uccise, i padri impiccati”. La drammaticità di quanto ha detto Mark Arabo colpisce il giornalista della Cnn, Jonathan Mann, che gli chiede: “Stanno decapitando bambini?”. Risposta: “Sistematicamente”. Bambini cristiani. A Qaraqosh, culla della cristianità di Ninive, un bambino cristiano di cinque anni di nome Andrew è stato decapitato dall’Is durante la presa della città. Era stato Canon Andrew White a battezzare il bambino, che portava il nome del sacerdote. Ha fatto il giro del mondo la fotografia di un padre cristiano, Adib Elias, che di fronte alla chiesa di San Giuseppe di Erbil tiene in mano la fotografia del figlio di quattro anni, David, ucciso dai miliziani islamici. Canon White, che è anche il presidente della Foundation for Relief and Reconciliation in the Middle East, ha raccontato che un tempo la sua chiesa di San Giorgio a Baghdad aveva una congregazione di 1.600 fedeli. “Oggi siamo sessanta”. E’ in corso la fine della cristianità mediorientale.

 

Le storie dei “bambini iracheni” erano buone per i nostri giornali occidentali quando essi cadevano vittime delle bombe angloamericane sganciate per liberare Baghdad da Saddam. Quando a morire sono invece i “bambini cristiani” per mano dell’islamismo, le loro storie sono accolte con una smorfia di sussiego.

© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI IRAQ , CRISTIANI , STATO ISLAMICO

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