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Il liberal New Yorker sbugiarda l’eroina indiana anti Ogm

Il giornale statunitense passa al setaccio titoli di studio, affermazioni e propaganda di Vandana Shiva. E lei perde le staffe

di Giordano Masini | 07 Settembre 2014 ore 06:03

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Vandana Shiva (foto Ap)

Il 25 agosto scorso il New Yorker ha dedicato un lungo reportage a Vandana Shiva, l’attivista indiana che ha fatto della lotta contro gli organismi geneticamente modificati (Ogm) la propria ragione di vita e che di quella lotta è diventata il simbolo più in vista. Un ritratto duro, sebbene molto accurato, quello firmato da Michael Specter, al quale è seguito uno scambio di “cortesie” tra la Shiva e il direttore del New Yorker, David Remnick. Alla Shiva non è andato giù che una testata blasonata e di chiara impostazione liberal mettesse a nudo le pesanti contraddizioni del suo personaggio di fronte a lettori tradizionalmente sensibili alle sue battaglie, Remnick invece non è stato disposto a digerire in silenzio che il suo giornale venisse accusato di fare propaganda interessata per le multinazionali biotech, e nella sua risposta non le manda certo a dire.

 

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Per finire al suo più celebre cavallo di battaglia, quello della relazione tra la diffusione del cotone BT e un picco di suicidi tra gli agricoltori indiani. Secondo la Shiva, la vita di quegli agricoltori pesa sulla coscienza di Monsanto, rea di pretendere pesanti e insostenibili royalty sui semi, mentre la realtà sembra essere ben diversa: “Shiva dice anche che i brevetti della Monsanto impediscono ai poveri di conservare i semi. Non è questo il caso dell’India. Il Farmers’ Rights Act del 2001 garantisce a ogni persona il diritto di ‘conservare, usare, riutilizzare, scambiare, condividere o vendere’ i propri semi”. E le storie che Specter ha raccolto in India tra i piccoli coltivatori di cotone sono ben diverse da quelle con le quali la Shiva ammalia le platee della middle class urbana occidentale. Sono storie che parlano di aumento delle rese, di maggiori profitti e minori costi, di migliore salute: il numero dei casi di avvelenamento da pesticidi tra gli agricoltori è crollato del 90 per cento. “Perché le persone ricche ci dicono di piantare colture che rovinerebbero le nostre aziende agricole? – chiede l’agricoltore Narhari Pawar – Il cotone BT è l’unica parte positiva dell'agricoltura. Ha cambiato le nostre vite. Senza di esso, non avremmo colture, niente”, riporta il New Yorker. Mentre la Shiva, a corto di argomenti, accusa la Bibbia liberal del giornalismo di “razzismo”.

© FOGLIO QUOTIDIANO


ARGOMENTI OGM , VANDANA SHIVA

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