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In Ucraina scatta l'operazione antiterrorismo e i filo-russi chiedono aiuto a Putin

Aumenta la tensione nell'Ucraina orientale. Ignorando l'ultimatum di Kiev, i separatisti filorussi hanno assaltato altri due commissariati di Horlivka, nella regione orientale di Donetsk. Gli agenti in servizio non hanno opposto resistenza e hanno giurato nelle mani del leader della milizia filorussa. Intanto, i separatisti russofoni ucraini, che stamattina hanno occupato il municipio di Slaviansk, si sono rivolti a Vladimir Putin per chiedere un intervento di Mosca: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato che il presidente russo guarda alle tensioni in Ucraina con "grande preoccupazione". "Purtroppo, stiamo ricevendo molte richieste dalle regioni orientali dell'Ucraina, rivolte personalmente e Putin, in cui si domanda di intervenire in qualche modo", ha sottolineato Peskov.

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In Ucraina scatta l'operazione antiterrorismo e i filo-russi chiedono aiuto a Putin

Aumenta la tensione nell'Ucraina orientale. Ignorando l'ultimatum di Kiev, i separatisti filorussi hanno assaltato altri due commissariati di Horlivka, nella regione orientale di Donetsk. Gli agenti in servizio non hanno opposto resistenza e hanno giurato nelle mani del leader della milizia filorussa. Intanto, i separatisti russofoni ucraini, che stamattina hanno occupato il municipio di Slaviansk, si sono rivolti a Vladimir Putin per chiedere un intervento di Mosca: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato che il presidente russo guarda alle tensioni in Ucraina con "grande preoccupazione". "Purtroppo, stiamo ricevendo molte richieste dalle regioni orientali dell'Ucraina, rivolte personalmente e Putin, in cui si domanda di intervenire in qualche modo", ha sottolineato Peskov. Un intervento che, secondo quanto riferito dalla portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, sarebbe già in corso perché Mosca starebbe fornendo alle milizie filorusse armi e uniformi. Inoltre, secondo le dichiarazioni del Pentagono, sabato scorso un aereo russo ha sorvolato più volte a bassa quota su una nave militare statunitense che transitava nel Mar Nero. L'incidente è stato solo sfiorato ma il comando americano ha definito l'atto una provocazione avanzata da Mosca.

Il presidente ad interim ucraino, Oleksander Turchinov, ha detto di essere disponibile a un referendum sul futuro assetto statale del paese, ma ha avvertito che è pronta a partire un'operazione antiterrorismo dell'esercito. E il governatore di Donetsk, Serghei Taruta, un ex oligarca nominato da poco da Kiev, ha annunciato l'introduzione nella provincia di un regime antiterrorismo per contrastare gli attacchi dei filo-russi.

Nella notte, poco prima della scadenza dell'ultimatum, si era riunito d'urgenza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu su richiesta della Russia. Mosca ha definito "criminale" il proposito di Kiev di schierare l'esercito e l'ambasciatore britannico ha colto l'occasione per ricordare che la Russia ha ammassato decine di migliaia di soldati ben equipaggiati al confine, truppe che si aggiungono ai 25 mila militari già schierati dentro la Crimea. 

A Lussemburgo sono riuniti i ministri degli Esteri dell'Ue. Per valutare se le attuali tensioni giustifichino una terza fase di sanzioni economiche più dure (in sostanza limitazioni nel commercio e negli scambi finanziari che avrebbero però forti ripercussioni non solo sull'economia russa ma anche quelle dei paesi del Vecchio continente). Il capo del Foreign Office, ha invitato l'Ue alla linea dura. Ma l'Italia resta più cauta. "Non mi sembra il caso", ha affermato arrivando a Lussemburgo il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. "La strada del dialogo", ha insistito la titolare della Farnesina, "è l'unica possibile".

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