Il fuggitivo

Craxi fu tecnicamente latitante, poi gli hanno organizzato cerimonie di stato in quanto era notoriamente uno statista. Dalla latitanza si scriveva con François Mitterrand, e faceva una pazza politica epistolare prigioniera dei fantasmi della sua stessa persecuzione. Non so come andrà per Marcello Dell’Utri, ma so che è grottesca l’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa, con la variante del favoreggiamento aggravato che affligge quel sant’uomo di Salvatore Cuffaro, lui detenuto modello da anni per ragioni personali di espiazione e fede cattolica personalmente vissuta.

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Il fuggitivo

Craxi fu tecnicamente latitante, poi gli hanno organizzato cerimonie di stato in quanto era notoriamente uno statista. Dalla latitanza si scriveva con François Mitterrand, e faceva una pazza politica epistolare prigioniera dei fantasmi della sua stessa persecuzione. Non so come andrà per Marcello Dell’Utri, ma so che è grottesca l’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa, con la variante del favoreggiamento aggravato che affligge quel sant’uomo di Salvatore Cuffaro, lui detenuto modello da anni per ragioni personali di espiazione e fede cattolica personalmente vissuta. Ci sarà un motivo salveminiano se persone accusate di aver stuprato la Madonnina sulla guglia più alta del Duomo se ne vanno e rigettano il verdetto della giustizia più ingiusta del mondo, al termine di processi ventennali basati su fanfaluche, amicizie scorrette o dosi da cavallo di inimicizia e pregiudizio politico. Un certo modo di fare giustizia va combattuto, anche con orgoglio, e non sottomettersi a verdetti surreali è una delle vie per farlo. Non è la via reale, ma è rispettabile. 

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