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Per vincere le elezioni indiane Modi ha solo un problema: sua moglie

Narendra Modi è il candidato del Bharatiya Janata Party, il partito nazionalista indù, alle prossime elezioni (sono iniziate lunedì 7 aprile, termineranno il 12 maggio e i risultati si sapranno solo il 16), è il favorito per la carica di premier e ha fama di incorruttibile. Questa fama gli viene dagli anni trascorsi come governatore dello stato del Gujarat, che Modi ha fatto crescere a doppia cifra mentre l’economia dell’India rallentava e scivolava nella corruzione e nel clientelismo.

di Eugenio Cau

Per vincere le elezioni indiane Modi ha solo un problema: sua moglie

Narendra Modi è il candidato del Bharatiya Janata Party, il partito nazionalista indù, alle prossime elezioni (sono iniziate lunedì 7 aprile, termineranno il 12 maggio e i risultati si sapranno solo il 16), è il favorito per la carica di premier e ha fama di incorruttibile. Questa fama gli viene dagli anni trascorsi come governatore dello stato del Gujarat, che Modi ha fatto crescere a doppia cifra mentre l’economia dell’India rallentava e scivolava nella corruzione e nel clientelismo. L’altra ragione è che Modi non ha famiglia, dunque non ha figli da piazzare nei posti di potere, non ha mogli esigenti a influenzarlo, non ha la possibilità di creare dinastie. In un paese come l’India, dove la gran parte degli ultimi sessant’anni di vita politica sono stati dominati da una sola famiglia, quella dei Nehru-Gandhi, il celibato è visto come un valore politico, lo stesso Mahatma Gandhi abbandonò la moglie e fece voto di celibato per dedicarsi completamente all’India. Modi ha iniziato la sua vita politica nel Rashtriya Swayamsevak Sangh, un movimento nazionalista e settario che richiede il voto di castità, e fino alla scorsa settimana nella sua biografia si leggeva che prima di iniziare l’attivismo politico Modi aveva abbandonato la famiglia giovanissimo per vagare tra le montagne dell’Himalaya e farsi monaco. “In che modo potrei cadere nella tentazione di farmi corrompere? Per chi dovrei farlo?”, ha sempre detto Modi.

Modi ha partecipato finora a quattro elezioni (in 15 anni, sempre come governatore del Gujarat, tutte vinte), e per quattro volte, al momento di compilare le carte per la registrazione elettorale, ha lasciato in bianco la casella riguardante il suo stato civile. Mercoledì però, al momento di compilare il registro elettorale, in quella casella ha scritto di essere sposato. Da 45 anni, con una donna che si chiama Jashodaben Chimanlal e che vive in un villaggio nel nord del Gujarat in un appartamento a una stanza il cui affitto è di 100 rupie, meno di un euro e mezzo al mese. Erano voci che giravano da mesi, ma che finora il candidato non aveva mai confermato. Modi avrebbe sposato Chimanlal a 17 anni, nel periodo in cui secondo la sua biografia ufficiale ancora stava decidendo se diventare monaco e continuare a vagare per l’Himalaya o affiliarsi al Rashtriya Swayamsevak Sangh e iniziare una vita di attivismo politico completamente dedicata alla nazione. Nessuna di queste due opzioni prevede l’esistenza di una moglie, e il partito del Congresso (il partito attualmente al potere; il suo candidato, Rahul Gandhi, è l’ultimo rampollo della famosa dinastia, ha avuto qualche fidanzata seria ma non si è mai sposato, poi ha deciso di abbracciare la carriera politica, e contro il celibe e incorruttibile Modi alle fidanzate era meglio non pensarci, recentemente ha detto che non si sposerà per non diventare “statusquoista”) ha immediatamente cercato di trarre vantaggio dalla cosa, e ha accusato Modi di mentire agli indiani.

Dal partito di Modi dicono che il matrimonio del leader è stata una mera formalità. Modi è stato costretto a sposare Chimanlal dai genitori in un matrimonio combinato. I due non hanno mai convissuto né consumato l’unione, perché appena due settimane dopo la cerimonia Modi abbandonò la moglie per dedicarsi al celibato e alla vita politica – ma la moglie, che è una “vera donna indiana”, non si è mai lamentata dell’abbandono del marito, e magari lo voterà pure. Forse i puristi del celibato politico saranno soddisfatti dalla spiegazione di Modi, ma bisogna vedere cosa penserà l’elettorato femminile, che potrebbe immedesimarsi nella signora Chimanlal, abbandonata e contenta.

di Eugenio Cau

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