Dopo le dimissioni di Sebelius

Ora l’Obamacare sembra decente e alla Salute arriva una clintoniana

Le dimissioni di Kathleen Sebelius, la segretaria alla Salute dell’Amministrazione Obama, sono state annunciate giovedì in tarda serata ma erano previste da più di un mese. Sebelius aveva comunicato a Barack Obama la decisione ai primi di marzo, ma ha aspettato fino a giovedì per far filtrare la notizia ai media. Poche ore prima Sebelius era davanti al Congresso, a fare rapporto sui numeri già noti dell’Obamacare, che sono migliori delle aspettative: gli iscritti ai piani di assicurazione sanitaria offerti sul sito HealthCare.gov sono sette milioni e mezzo, il governo ne aveva previsti sette.

Ora l’Obamacare sembra decente e alla Salute arriva una clintoniana

Le dimissioni di Kathleen Sebelius, la segretaria alla Salute dell’Amministrazione Obama, sono state annunciate giovedì in tarda serata ma erano previste da più di un mese. Sebelius aveva comunicato a Barack Obama la decisione ai primi di marzo, ma ha aspettato fino a giovedì per far filtrare la notizia ai media. Poche ore prima Sebelius era davanti al Congresso, a fare rapporto sui numeri già noti dell’Obamacare, che sono migliori delle aspettative: gli iscritti ai piani di assicurazione sanitaria offerti sul sito HealthCare.gov sono sette milioni e mezzo, il governo ne aveva previsti sette.

La coincidenza degli annunci non è stata casuale, e serviva a far dimenticare, ora che l’Obamacare sembra avere ingranato (benché la Casa Bianca non fornisca i dati che consentirebbero di mettere le cifre nel loro contesto), i disastri dello scorso autunno, quando HealthCare.gov, il portale internet che avrebbe dovuto rendere accessibile a tutti gli americani i piani assicurativi dell’Obamacare, si era trasformato in uno psicodramma (non funzionava niente, il sito non si apriva, era impossibile scegliere una polizza), quando il New Yorker pubblicava una copertina con Sebelius che incrociava le dita mentre un nerd cercava di far funzionare il sito da un computer antidiluviano, quando Obama era costretto a difendere la sua ministra dicendo a Nbc che “Kathleen Sebelius non scrive codice informatico”. Come a dire che non la si poteva incolpare per i problemi tecnici, come se il branco di ingegneri inadeguati e i piani di sviluppo tutti sbagliati li avesse scelti qualcun altro. Sebelius era la donna del sito fallato, e anche quando il sito ha iniziato a funzionare è rimasta tale.

La sua sostituta già designata sarà Sylvia Mathews Burwell, la direttrice dell’Ufficio del budget, una clintoniana prestata al team di Obama. Dovrebbe dare un tocco burocratico a un dipartimento della Salute molto discusso (la cattolica pro choice Sebelius era già rimasta impigliata in troppe polemiche su aborto e pillola del giorno dopo), ma che dovrebbe mantenere invariata la strategia sull’Obamacare, soprattutto ora che l’Amministrazione è tutta concentrata a farla passare come un successo – nessuno però lo dica a quei senatori democratici che cercheranno di farsi rieleggere nelle elezioni di midterm, e i cui elettori vedono l’Obamacare come una maledizione.

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