La caduta di Maria Miller

Maria Miller s’è dimessa e tutti dicono in coro: menomale. L’ormai ex ministro della Cultura inglese da giorni dominava le prime pagine dei giornali per uno scandalo legato alle spese di una seconda casa a Wimbledon. Gli inglesi sono esasperati dai parlamentari e dalle loro spese folli (le foto che vennero fuori nel 2010 quando si scoprì che i politici inglesi ristrutturavano magioni a spese dei contribuenti assomigliano a quelle della dacia dell’ex presidente ucraino Yanukovich, senza i piedini d’oro del water), e non è un caso che la battaglia contro la Miller sia stata condotta dal tabloid più popolare del Regno, il Sun.

La caduta di Maria Miller

Maria Miller s’è dimessa e tutti dicono in coro: menomale. L’ormai ex ministro della Cultura inglese da giorni dominava le prime pagine dei giornali per uno scandalo legato alle spese di una seconda casa a Wimbledon. Gli inglesi sono esasperati dai parlamentari e dalle loro spese folli (le foto che vennero fuori nel 2010 quando si scoprì che i politici inglesi ristrutturavano magioni a spese dei contribuenti assomigliano a quelle della dacia dell’ex presidente ucraino Yanukovich, senza i piedini d’oro del water), e non è un caso che la battaglia contro la Miller sia stata condotta dal tabloid più popolare del Regno, il Sun. Ma anche il premier David Cameron ha gestito l’affare con un certo imbarazzo: ha difeso la Miller a parole (lei s’è scusata in modo stringato, 37 secondi per le non-scuse, dicono i laburisti) ma in realtà non ha fatto nulla per prevenire il disastro. Ed Miliband, leader del Labour, dice che Cameron non può capire quanto sia scandalosa la Miller perché è troppo lontano dalla vita vera, ma pure molti Tory sono sollevati ora che la Miller se n’è andata (il sostituto è Sajid Javid, ex sottosegretario al Tesoro) perché lo scandalo stava diventando uno strumento di distrazione rispetto a quel che il governo sta facendo, e si sa che in queste settimane c’è ottimismo sul futuro e sulla possibilità di stravincere le elezioni del prossimo anno. I danni di queste dimissioni devono essere ancora calcolati: la Miller era una tosta che doveva fermare l’ondata di regolamentazioni su tv e stampa, e il Sun che manda in giro ragazzi con i cartelli che celebrano la caduta della Miller non fa bene all’immagine già da figli di papà del governo.

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