Atene torna al mercato

Tra gli intellos italiani ora corre lo slogan per cui siamo messi peggio della Grecia, perché il bollettino statistico del Fondo monetario internazionale comunica che nel 2015 la Grecia avrà una crescita del 3 per cento e l’Italia dell’1,1. Il pil greco però, nel 2014, secondo il Fmi crescerà dello 0,6 per cento: esattamente come il nostro. E’ un po’ poco basarsi sullo “zero-virgola” senza analizzare il contesto di provenienza (un periodo terribile per la Grecia e una recessione grave dell’Italia), componente fondamentale che rendere un confronto di questo tipo “improponibile”, come ha scritto il capo economista di Nomisma, Sergio De Nardis.

Atene torna al mercato

Tra gli intellos italiani ora corre lo slogan per cui siamo messi peggio della Grecia, perché il bollettino statistico del Fondo monetario internazionale comunica che nel 2015 la Grecia avrà una crescita del 3 per cento e l’Italia dell’1,1. Il pil greco però, nel 2014, secondo il Fmi crescerà dello 0,6 per cento: esattamente come il nostro. E’ un po’ poco basarsi sullo “zero-virgola” senza analizzare il contesto di provenienza (un periodo terribile per la Grecia e una recessione grave dell’Italia), componente fondamentale che rendere un confronto di questo tipo “improponibile”, come ha scritto il capo economista di Nomisma, Sergio De Nardis.

Tuttavia è dalla Grecia che arriva un segnale simbolico importante. Dopo quattro anni di esilio dai mercati di capitale e prestiti internazionali per circa 240 miliardi, la Grecia tornerà a rifinanziarsi con un’emissione obbligazionaria quinquennale da 2,5 miliardi. Il bail-out di Atene, salvata due volte dal 2010 dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale, è dunque dietro le spalle. Un assaggio ne potrebbe arrivare già oggi, con la prima emissione, secondo indiscrezioni raccolte da diversi media finanziari internazionali. Negli ambienti governativi, secondo quanto riporta la Reuters, si manifesta addirittura ottimismo sul nuovo interesse degli operatori internazionali: “Sarà un grande successo se i titoli saranno piazzati sotto il 5,3 per cento”. Il riemergere della Grecia, una volta garantita la sua permanenza nell’euro grazie alla pistola fumante di Mario Draghi, dipende soprattutto del fatto che anche per essa esiste il mercato globale, in cui il paese ha ora degli atout da valorizzare. Sarebbe eccessivo dire che il commissariamento greco da parte di Bruxelles e Washington sia stato del tutto benefico, le conseguenze sociali di una contrazione del pil del 30 per cento si sentono, ma il ritorno sui mercati è un simbolo del miglioramento graduale sotto il profilo finanziario. Anche, sul fronte dell’economia reale, dalle macerie non si vedono spuntare nuove forze creative. 

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