Meglio chiuderlo

I grandi partiti sono d’accordo su quello che non deve più essere il Senato: non sarà elettivo, non darà o toglierà la fiducia ai governi, non approverà le leggi e non voterà il bilancio dello stato e quello dei ministeri. Nessuno capisce, invece che cosa dovrà fare, con l’eccezione di partecipare all’elezione del presidente della Repubblica, dei membri della Corte costituzionale e del Csm. Insomma il nuovo Senato sarà non elettivo, ma sarà un collegio elettorale decisivo per la definizione di istituzioni e organismi dotati di grandi poteri.

Meglio chiuderlo

I grandi partiti sono d’accordo su quello che non deve più essere il Senato: non sarà elettivo, non darà o toglierà la fiducia ai governi, non approverà le leggi e non voterà il bilancio dello stato e quello dei ministeri. Nessuno capisce, invece che cosa dovrà fare, con l’eccezione di partecipare all’elezione del presidente della Repubblica, dei membri della Corte costituzionale e del Csm. Insomma il nuovo Senato sarà non elettivo, ma sarà un collegio elettorale decisivo per la definizione di istituzioni e organismi dotati di grandi poteri. Se poi si aggiunge la stravaganza di attribuire al capo dello stato la nomina di una quota cospicua di senatori, con mandato settennale, che quindi parteciperanno alla votazione per l’elezione del presidente successivo, che com’è noto può essere anche un rinnovo, si ha una perfetta immagine di un organismo funzionale all’autoconservazione delle élite [**Video_box_2**]dirigenti. D’altra parte, se l’organismo parlamentare restasse elettivo, dovrebbe essere dotato dei poteri che promanano dal suo carattere rappresentativo, il che riporterebbe ai problemi attuali. A questo punto è naturale domandarsi se sia proprio obbligatorio avere due Camere. Il bicameralismo ha un senso nelle Repubbliche federali, come la tedesca o l’americana. Nelle altre democrazie rappresenta solo un retaggio del passato, come la Camera dei Lord o il Senato francese e spagnolo, che servono a dare un onorevole pensionamento a personalità ormai escluse dal gioco politico effettivo. Ma se anche questa funzione puramente esornativa pare esclusa, il che rende ragionevole l’ipotesi di una pura e semplice abolizione che non si vede quali controindicazioni avrebbe.

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