Fecondazione e contraccezione

Era attesa per ieri sera ma arriverà solo oggi la sentenza con cui la Consulta dovrà ancora una volta pronunciarsi sulla costituzionalità del divieto di fecondazione eterologa fissato dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Ma se pure dovessero essere accolti i ricorsi che vogliono inserire anche l’Italia nel gran bazar dei figli a pagamento,  si aprirebbe un vuoto legislativo che solo il Parlamento potrebbe colmare. Nel frattempo, nelle Filippine è diventata operativa la legge sulla “salute riproduttiva” approvata nel dicembre 2012 con il placet del presidente Benigno Aquino.

Fecondazione e contraccezione

Era attesa per ieri sera ma arriverà solo oggi la sentenza con cui la Consulta dovrà ancora una volta pronunciarsi sulla costituzionalità del divieto di fecondazione eterologa fissato dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Ma se pure dovessero essere accolti i ricorsi che vogliono inserire anche l’Italia nel gran bazar dei figli a pagamento,  si aprirebbe un vuoto legislativo che solo il Parlamento potrebbe colmare. 
[**Video_box_2**]Nel frattempo, nelle Filippine è diventata operativa la legge sulla “salute riproduttiva” approvata nel dicembre 2012 con il placet del presidente Benigno Aquino. La Corte suprema ha deciso che la normativa, rimasta sospesa dopo l’approvazione perché alcuni gruppi cattolici ne avevano messo in discussione la costituzionalità, è conforme alla Costituzione. Vi si prevede la distribuzione gratuita di preservativi, la vendita a basso costo di pillole anticoncezionali e di pillole del giorno dopo, l’educazione sessuale a scuola, l’addestramento di personale in grado di promuovere in tutto il paese la “pianificazione familiare”. Tutto questo, si dice, per contrastare l’alta mortalità delle partorienti nel paese. Nei paesi poveri, non volendo garantire la salute delle madri perché costerebbe troppo, si preferisce contrastare con ogni mezzo la natalità, e la legge ora operante appare l’ultimo passo prima di una vera e propria legge sull’aborto. Tutto questo accade in un paese a grande maggioranza cattolica: l’arcivescovo di Manila Luis Antonio Tagle, all’epoca dell’approvazione della legge, aveva parlato di scelta “sfortunata e tragica” perché “i poveri non escono dalla miseria con i contraccettivi, ma grazie a un migliore accesso all’educazione”.

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