Jungleland

Tempo di primavera

La primavera è in fiore. Immobile, Destro, Verratti. La nostra meglio gioventù è scatenata, sente che è il momento. Ormone a palla nei parchi di mezza Italia, gol e assist a profusione sognando di ballare in Brasile, con Prandelli, al ritmo di #todajoia.
Renzi, intanto, in trance agonistica, vuole abolire il Senato, le province, la vecchia legge elettorale, l’AutomobilClub, il calendario di Frate Indovino, pure.
Per le mezze stagioni non c’è bisogno, già fatto. Si annuncia un’estate torrida, lo dicono i meteorologi e lo conferma la mia camicia.

di Pierluigi Pardo

La primavera è in fiore. Immobile, Destro, Verratti. La nostra meglio gioventù è scatenata, sente che è il momento. Ormone a palla nei parchi di mezza Italia, gol e assist a profusione sognando di ballare in Brasile, con Prandelli, al ritmo di #todajoia.
Renzi, intanto, in trance agonistica, vuole abolire il Senato, le province, la vecchia legge elettorale, l’AutomobilClub, il calendario di Frate Indovino, pure.
Per le mezze stagioni non c’è bisogno, già fatto. Si annuncia un’estate torrida, lo dicono i meteorologi e lo conferma la mia camicia.
Fognini è felice, si fidanza con la Pennetta e batte Murray. Vinciamo in Coppa Davis, e fa molto anni #70/80. Ti viene in mente la fascia in testa di Barazzutti, il capello so-Seventy di Adriano, la Girella che si squagliava e sporcava le dita. Le partite a Villa Ada, col campo in discesa e i giacchetti come pali.
[**Video_box_2**]Il tempo passa ma non si molla mica. Scalfari fa Novanta, Paul McCartney tira fuori la lingua in pubblico e bacia francese, Ryan Giggs è un ragazzino. Pur di non invecchiare siamo pronti a tutto. Alcuni hanno pure il tanko in giardino per sognare nuove rivoluzioni mentre “ForzaJuveBungaBunga” si prepara inevitabilmente a vincere le Europee.
Rimangono i 309 rintocchi dell’Aquila, le lanterne accese a ricordarci la distanza tra piccoli acciacchi e vere tragedie, a maledire i nostri vecchi difetti: la superficialità che rallenta la prevenzione, la certezza che la sfiga non toccherà mai noi, con il nostro bello stellone, il culo (meritato?) da italiani cialtroni e romantici con la faccia perennemente adolescente e abbronzata,  la caraffa di mojito (ormai mezza vuota) e i piedi ben piantati nella sabbia. Gli occhiali da sole e tu, davanti.

di Pierluigi Pardo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi