Speciale online 20:00

Perché l'Europa non è pronta a fermare la Russia

Per il segretario di stato americano, John Kerry, sono stati dei “provocatori russi” a scatenare domenica l’occupazione dei palazzi governativi a Donetsk, Kharkiv and Luhansk, i capoluoghi delle tre regioni a est dell’Ucraina, da parte di miliziani filorussi incappucciati. A Donetsk i filorussi hanno occupato l’aula del Parlamento locale, votato per la proclamazione di una “Repubblica indipendente” e chiesto alla Russia di inviare i propri “peacekeepers” per garantire la sicurezza della regione. “E’ chiaro che le forze speciali russe e i loro agenti hanno fatto da catalizzatore negli eventi delle ultime 24 ore”, ha detto oggi Kerry in un intervento davanti alla Commissione del Senato americano per le Relazioni internazionali. Kerry ha accusato la Russia di aver inviato i suoi agenti nell’Ucraina dell’est per “creare caos” ed eventualmente per usare la situazione “come pretesto per un intervento militare, come abbiamo già visto in Crimea”.

Perché l'Europa non è pronta a fermare la Russia

Per il segretario di stato americano, John Kerry, sono stati dei “provocatori russi” a scatenare domenica l’occupazione dei palazzi governativi a Donetsk, Kharkiv and Luhansk, i capoluoghi delle tre regioni a est dell’Ucraina, da parte di miliziani filorussi incappucciati. A Donetsk i filorussi hanno occupato l’aula del Parlamento locale, votato per la proclamazione di una “Repubblica indipendente” e chiesto alla Russia di inviare i propri “peacekeepers” per garantire la sicurezza della regione. “E’ chiaro che le forze speciali russe e i loro agenti hanno fatto da catalizzatore negli eventi delle ultime 24 ore”, ha detto oggi Kerry in un intervento davanti alla Commissione del Senato americano per le Relazioni internazionali. Kerry ha accusato la Russia di aver inviato i suoi agenti nell’Ucraina dell’est per “creare caos” ed eventualmente per usare la situazione “come pretesto per un intervento militare, come abbiamo già visto in Crimea”.

Oggi le forze di polizia ucraine hanno recuperato il controllo di parte degli edifici occupati dalle milizie filorusse. Il ministro dell’Interno di Kiev, Arsen Avakov, nelle prime ore di oggi ha lanciato un’operazione “antiterrorismo” a Kharkiv che ha portato all’arresto di 70 manifestanti, ma gli scontri sono proseguiti in molti centri dell’Ucraina dell’est, a Kharkiv le milizie hanno attaccato alcune stazioni di polizia per chiedere il rilascio dei 70 arrestati, vicino al Parlamento regionale di Donetsk i manifestanti hanno iniziato ad alzare barricate contro la polizia di Kiev.

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La sincronia nella sollevazione dei filorussi, le richieste esplicite di annessione da parte dei manifestanti di Donetsk, con le truppe russe che già da giorni si trovano al confine ucraino, ufficialmente per esercitazioni anche se gli americani dicono che di esercitazioni non c’è traccia, fanno pensare che gli scontri degli ultimi due giorni siano stati organizzati dal Cremlino per favorire una situazione simile a quella della Crimea. Prima di Kerry, ieri il portavoce della Casa Bianca Jay Carney aveva aveva accusato i manifestanti di essere pagati dalla Russia. Mosca ha intimato alle forze ucraine di “bloccare qualsiasi preparazione militare” contro le milizie filorusse a est del paese, pena “il rischio di una guerra civile”. Fin dai giorni dell’occupazione della Crimea il presidente russo Vladimir Putin aveva rivendicato il diritto di difendere la popolazione russa in territorio ucraino, anche con l’uso della forza.

Ieri l’Amministrazione americana ha annunciato che se la Russia deciderà di invadere l’Ucraina dell’est ci saranno nuove conseguenze, da intendersi come nuove sanzioni che non colpiranno più singoli individui vicini a Putin, ma interi settori dell’economia russa. Il difficile però sarà convincere l’Unione europea, e in particolare la Germania, che teme per la ricaduta delle sanzioni alla Russia sulla sua economia e, come racconta il Wall Street Journal, da giorni sta cercando in tutte le sedi di ridurre la tensione tra le parti e di condurre a una “risposta riflessiva”. La Commissione europea deve tenersi pronta a predisporre sanzioni contro la Russia in poco tempo, hanno detto gli alleati, ma i segnali che arrivano da molti paesi, per primi Germania e Italia, fanno dubitare che la decisione sarà facile.
Oggi il Fondo monetario internazionale ha anche annunciato che le sanzioni già applicate contro Mosca stanno funzionando. Il Fondo rivisto al ribasso le previsioni di crescita per la Russia: l’1,3 per cento quest’anno, quasi la metà del 2 per cento previsto prima dello scoppio della crisi ucraina.

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