Il tic della minaccia ungherese

Quello dell’ondata autoritaria, dell’“avanzata neonazi”, è un tic giornalistico buono per molte stagioni. E’ facile da applicare, appiattisce le complessità, mette i cattivi nella giusta casella. Davanti alla vittoria di Viktor Orbán alle elezioni politiche di domenica in Ungheria, i due principali giornali italiani hanno rispettivamente gridato al lupo (Repubblica) e annunciato con cautela che il lupo era stato limitato (Corriere), ma in entrambi i casi hanno dovuto crearlo, il lupo, con il suo bagaglio di riforme antidemocratiche, amici-nemici neonazi, minacce all’Europa. Il partito di centrodestra di Orbán, Fidesz, domenica ha ottenuto il 44,5 per cento, e 135 parlamentari su 199.

Il tic della minaccia ungherese

Quello dell’ondata autoritaria, dell’“avanzata neonazi”, è un tic giornalistico buono per molte stagioni. E’ facile da applicare, appiattisce le complessità, mette i cattivi nella giusta casella. Davanti alla vittoria di Viktor Orbán alle elezioni politiche di domenica in Ungheria, i due principali giornali italiani hanno rispettivamente gridato al lupo [**Video_box_2**](Repubblica) e annunciato con cautela che il lupo era stato limitato (Corriere), ma in entrambi i casi hanno dovuto crearlo, il lupo, con il suo bagaglio di riforme antidemocratiche, amici-nemici neonazi, minacce all’Europa. Il partito di centrodestra di Orbán, Fidesz, domenica ha ottenuto il 44,5 per cento, e 135 parlamentari su 199. Sono sette punti in meno del 52 per cento del 2010, è la maggioranza assoluta dei seggi, non quei due terzi utili per modificare la Costituzione, ma è un calo abbastanza fisiologico dopo quattro anni di governo. I cinque partiti della coalizione di centrosinistra, divisi e colpiti dagli scandali, hanno ottenuto il 26 per cento, ma in Parlamento la coalizione si frammenterà tra le sue componenti litigiose, lasciando come seconda forza il partito di estrema destra Jobbik, che ha ottenuto il 20,5 per cento. Così Orbán resta da solo a dominare su Budapest, e i giornali italiani a gridare al lupo, poco importa se erano dieci anni che l’economia non andava così bene, e se perfino la sempre preoccupata Europa (dentro cui Orbán vuole restare), dopo tante minacce, all’Ungheria non ha mai comminato una sanzione. Alle europee i cittadini riempiranno, con tutta probabilità, l’Europarlamento di lupi à la Orbán. Forse è meglio smetterla di gridare indistintamente, e farsi passare la paura.

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