I nervi di un presidente

Il Messi del futuro (per poveracci)

Prima della partita di ieri sera mi sono intrufolato per lamentarmi con il mio presidente: non ci sto a perdere solo con le emiliane, voglio perdere anche con le altre, non è giusto fare un torto al Genoa che ha pedigree di tutto rispetto. E poi tra una stagione totalmente brutta e una brutta a metà non c’è differenza, sempre brutte sono, siamo salvi, in Europa non ci arriveremo mai, se ci lasciamo andare almeno ci faremo un sacco di amici. “Ma da me che vuole? Le cose non vanno sempre come vorremmo”.

Prima della partita di ieri sera mi sono intrufolato per lamentarmi con il mio presidente: non ci sto a perdere solo con le emiliane, voglio perdere anche con le altre, non è giusto fare un torto al Genoa che ha pedigree di tutto rispetto. E poi tra una stagione totalmente brutta e una brutta a metà non c’è differenza, sempre brutte sono, siamo salvi, in Europa non ci arriveremo mai, se ci lasciamo andare almeno ci faremo un sacco di amici. “Ma da me che vuole? Le cose non vanno sempre come vorremmo”. Gli dico che so che è un grande presidente, un presidente eterno, non dà del tu, non dice parolacce, non sputazza e mai prenderebbe l’interlocutore per il bavero. [**Video_box_2**]“Lei invece mi sembra un po’ fuori di balcone e per tirarla su le annuncio che torneremo sul tetto del mondo…”. Resto di stucco. “Le dico solo due parole: Hachim Mastour”. Ma chi il giovane marocchino di Reggio Emilia, quello che non ha ancora sedici anni? “Proprio lui. E’ tempo di essere lungimiranti, previdenti, occorrono volti nuovi in politica e piedi nuovi nel calcio o viceversa, qualsiasi cosa purché si cambi. D’altronde come si chiama quello, ma sì quello che è stato deputato democristiano e ce l’ha su con me da una vita? Anche lui aveva meno di sedici anni quando esordì in serie A con la grigia Alessandria e appena diciassette quando portò la luce al Milan con l’età siamo lì”. Ma i boscaioli del calcio muscolare di oggi gli spezzeranno le gambe. “Non le vedranno nemmeno le sue gambe, altro che ‘Pogba, fisicamente’, mulinano e sgusciano in modo fantastico, il Messi del futuro è nostro”. Gli faccio osservare che si parla di giovani ogni volta che non ci sono soldi. “Io non faccio cinepanettoni, non ho cento milioni da buttare, io. E a dirla tutta, guagliò, mo’ m’hai proprio scassato ’o cazzo”.

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