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I suggerimenti dell'Fmi all'Italia per farcela

Nonostante che per il Fondo Monetario Internazionale "l'area euro sia emersa dalla recessione", la ripresa economica resta ancora fragile e la situazione non sembra essere prossima a un significativo miglioramento. E sotto la lente d'ingrandimento è finita soprattutto l'Italia, che sta facendo più fatica degli altri a ripartire. Le cause, almeno per gli analisti dell'Fmi sono rintracciabili negli alti livelli di debito e disoccupazione, nella stretta sul credito e nella frammentazione finanziaria che pesa sulla crescita. Situazione preoccupante ma non disperata. L'attuazione delle riforme su lavoro e credito potrebbero lanciare la volata sul traguardo della ripresa.

I suggerimenti dell'Fmi all'Italia per farcela

Nonostante che per il Fondo Monetario Internazionale "l'area euro sia emersa dalla recessione", la ripresa economica resta ancora fragile e la situazione non sembra essere prossima a un significativo miglioramento. E sotto la lente d'ingrandimento è finita soprattutto l'Italia, che sta facendo più fatica degli altri a ripartire. Le cause, almeno per gli analisti dell'Fmi sono rintracciabili negli alti livelli di debito e disoccupazione, nella stretta sul credito e nella frammentazione finanziaria che pesa sulla crescita. Situazione preoccupante ma non disperata. L'attuazione delle riforme su lavoro e credito potrebbero lanciare la volata sul traguardo della ripresa.

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L'organizzazione internazionale ha da un lato confermato "il miglioramento della situazione economica" nel nostro paese, ma allo stesso tempo ha stimato che la crescita nel nostro paese non supererà lo 0,6 per cento quest’anno, percentuale analoga a quella della Grecia. La "bassa crescita potenziale resta però una preoccupazione e sono necessarie riforme strutturali a partire da quella sul lavoro". Se non verrà avviato un percorso riformista l'Ami ha sottolineato come l'Italia verrebbe superata anche da Atene, il cui Pil nel 2015 dovrebbe crescere almeno "del 2,9 per cento, mentre quello italiano dell’1,1 per cento". Riattivare il corretto funzionamento dei canali di accesso al credito per tornare a crescere.
Allarmismi che vanno comunque smorzati e interpretati, sopratutto alla luce nella seconda parte del World Economic Outlook che sottolinea come "la definizione di un unico contratto di lavoro, meno tasse sul lavoro e una amministrazione pubblica più efficiente", oltre alla "riattivazione del corretto funzionamento dei canali di accesso al credito porterebbero ad un aumento del pil del 3,9 per cento".
 

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