Parrucconi e sabotatori

Si agitano, sbuffano, rosicano, rilasciano interviste, firmano appelli, si disperano, scalpitano, non si danno pace, sognano ancora un formidabile governo di cambiamento con Grillo, Civati, Bersani e Casaleggio  e alla fine puoi chiamarti Stefano Rodotà, puoi chiamarti Gustavo Zagrebelsky, puoi chiamarti Nadia Urbinati, puoi chiamarti Salvatore Settis ma il risultato non cambia e la posizione è sempre quella: conservare, conservare, conservare. E anche ieri, con due eccitanti interviste rilasciate dal professor Rodotà all’Unità-tà-tà e dal professor Zagrebelsky a Repubblica-tà-tà il punto è stato ristabilito. E siamo sempre lì: chiunque voglia toccare la Carta, chiunque voglia sfiorare la Costituzione, chiunque voglia rimettere in discussione i principi dei nostri padri costituenti è un nemico giurato che merita di essere trattato come fosse un fascistello.

Parrucconi e sabotatori

Si agitano, sbuffano, rosicano, rilasciano interviste, firmano appelli, si disperano, scalpitano, non si danno pace, sognano ancora un formidabile governo di cambiamento con Grillo, Civati, Bersani e Casaleggio  e alla fine puoi chiamarti Stefano Rodotà, puoi chiamarti Gustavo Zagrebelsky, puoi chiamarti Nadia Urbinati, puoi chiamarti Salvatore Settis ma il risultato non cambia e la posizione è sempre quella: conservare, conservare, conservare. E anche ieri, con due eccitanti interviste rilasciate dal professor Rodotà all’Unità-tà-tà e dal professor Zagrebelsky a Repubblica-tà-tà il punto è stato ristabilito. E siamo sempre lì: chiunque voglia toccare la Carta, chiunque voglia sfiorare la Costituzione, chiunque voglia rimettere in discussione i principi dei nostri padri costituenti è un nemico giurato che merita di essere trattato come fosse un fascistello. E dunque: Berlusconi vuole toccare la Carta? Fascista! Letta vuole rivedere l’articolo 138? Fascista! Renzi vuole rivedere l’assetto costituzionale del paese? Fascista! Si dirà: ma perché i grandi parrucconi della Repubblica non si danno pace? Perché vedono tiranni ovunque? Cos’è che gli spaventa? Il punto politico vero è che gli ayatollah della Costituzione sono diventati gli [**Video_box_2**]azionisti di un partito virtuale, quello della Carta, e di fronte al caterpillar guidato da Renzi e Berlusconi, come tutti i piccoli partiti dell’arco costituzionale, vivono nel terrore di veder spazzato via il proprio potere di veto. Vedono diminuire la possibilità di influire sull’identità del centrosinistra, e aumentare la possibilità che il nuovo corso possa rottamare quell’Italia tenuta in ostaggio da piccole minoranze conservatrici e da troppo tempo diventata una sorta di repubblica fondata sul moralismo. Sulle riforme costituzionali possono esserci molti appunti da fare ed è evidente che Renzi sarà costretto a trovare una mediazione, a trasformare in qualche senso l’impianto della sua riforma. Al partito della Carta, però, non interessa migliorare il percorso delle riforme, interessa sabotare. E considerando che questo partito non ha truppe in Parlamento – a parte l’importantissimo Civati – l’unico modo che ha per agire è accendere il ventilatore e delegittimare moralmente gli autori delle riforme. La tesi è sempre quella: semplificare significa peggiorare. Facendo finta di non capire che il vero punto è un altro. Ovvero che difendere la Costituzione così com’è oggi, schiacciando continuamente il pulsante “Sos Fascisme”, è, come segnalato da un bel contro appello promosso dal professor Dino Cofrancesco, il modo migliore per trasformare i difensori della Carta nei difensori, o meglio ancora, nei talebani della Conservazione.

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