Nella tana dell’austerity sbocciano fiori

La medicina rigorista sta finalmente facendo effetto sul paziente europeo? La Banca centrale europea ieri ha confermato prudenzialmente i tassi di interesse aprendo, però, contestualmente un dibattito interno (“condiviso”) sull’opportunità di un ulteriore allentamento attraverso l’adozione di politiche non convenzionali. Tutto questo, però, in un contesto nel quale il rischio deflazione per la Bce sembra allontanarsi – “l’inflazione tornerà a crescere gradualmente nel 2015 e arriverà vicino al target del 2 per cento nel 2016” – e nel quale, soprattutto, le dinamiche macroeconomiche danno spiragli d’ottimismo, a partire dai paesi che sono stati protagonisti della recessione e del conseguente consolidamento fiscale.

Nella tana dell’austerity sbocciano fiori

La medicina rigorista sta finalmente facendo effetto sul paziente europeo? La Banca centrale europea ieri ha confermato prudenzialmente i tassi di interesse aprendo, però, contestualmente un dibattito interno (“condiviso”) sull’opportunità di un ulteriore allentamento attraverso l’adozione di politiche non convenzionali. Tutto questo, però, in un contesto nel quale il rischio deflazione per la Bce sembra allontanarsi – “l’inflazione tornerà a crescere gradualmente nel 2015 e arriverà vicino al target del 2 per cento nel 2016” – e nel quale, soprattutto, le dinamiche macroeconomiche danno spiragli d’ottimismo, a partire dai paesi che sono stati protagonisti della recessione e del conseguente consolidamento fiscale. A riprova del fatto che, forse, la tanto contestata austerità era un passaggio [**Video_box_2**]doloroso ma necessario. In Grecia la confidenza degli operatori economici è cresciuta in modo netto, passando dai 94,8 punti di febbraio ai 97,5 di marzo, e tornando così ai livelli pre-crisi. La stessa prospettiva occupazionale sta mandando segnali interessanti, al punto che il governo si sente libero di mettere mano al pesantissimo dossier del lavoro nero senza timore di intaccare la ripresa. Gli andamenti del mercato del lavoro seguono le variabili macroeconomiche: le imprese tornano ad assumere quando saranno convinte della ripresa. Il calo della disoccupazione in Irlanda (11,9 per cento a febbraio 2014, contro il 12 di gennaio e il 13,8 dello stesso mese nel 2013) e il confortante trend di crescita del settore dei servizi sono ulteriori conferme che qualcosa si muove. Eppure i due paesi hanno superato uno sforzo titanico di risanamento delle finanze pubbliche: il deficit di Atene è sceso dal picco del 2009 (15,6 per cento) al 2,2 per cento atteso quest’anno, mentre Dublino in soli quattro anni punta a passare dal 30,6 per cendo di deficit del 2010 al 4,8 per cento del 2014. Non esistono cure miracolose né farmaci saporiti, ma la responsabilità fiscale, che pure comporta elevati costi d’aggiustamento nel momento in cui viene messa in atto, rappresenta un efficace viatico per sanare le patologie strutturali degli stati. Insomma, dalla spesa pubblica non nasce niente, dall’austerity nascono i fiori.  

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