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SuperMario flop. La Nintendo è in crisi

Gli anni 90 sono stati soprattutto due cose, almeno nel mondo del divertimento: la dance music e il Super Nintendo. Se la prima è naufragata almeno un decennio fa, la seconda potrebbe scomparire, almeno per come l'abbiamo conosciuta, a breve. Per il terzo anno di fila infatti il colosso giapponese dei videogame ha chiuso in rosso ed entro l'estate "potrebbero esserci notevoli cambiamenti e possibili rivoluzioni", almeno a detta del direttore finanziario dell'azienda nipponica, Shigeyuki Takahashi. Mario e Luigi, Donkey Kong e la Principessa Zelda sino ai più recenti Pokemon, la Nintendo è stata protagonista del mercato dei videogame dal 1981 sino ai giorni nostri.

SuperMario flop. La Nintendo è in crisi

Gli anni 90 sono stati soprattutto due cose, almeno nel mondo del divertimento: la dance music e il Super Nintendo. Se la prima è naufragata almeno un decennio fa, la seconda potrebbe scomparire, almeno per come l'abbiamo conosciuta, a breve. Per il terzo anno di fila infatti il colosso giapponese dei videogame ha chiuso in rosso ed entro l'estate "potrebbero esserci notevoli cambiamenti e possibili rivoluzioni", almeno a detta del direttore finanziario dell'azienda nipponica, Shigeyuki Takahashi.

Mario e Luigi, Donkey Kong e la Principessa Zelda sino ai più recenti Pokemon, la Nintendo è stata protagonista del mercato dei videogame dal 1981 sino ai giorni nostri. Regina assoluta dei primi anni 90 sui suoi supporti hanno giocato miliardi di bambini in tutto il mondo. Mario è stato il primo personaggio dei videogiochi ad apparire in televisione, ad essere trasferito al cinema, ad essere trasformato in marchio. Un successo assoluto e globale. Negli anni 2000 la lunga ma inesorabile discesa, sino alla crisi di questi ultimi tre anni. Il mondo dei videogiochi che insegue la realtà, che si fa simulazione iper-realistica: Nintendo che prosegue con la sua linea, "cartonistica" e colorata, surreale. Vincerà il mercato.

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E così a giugno si riunirà il board della compagnia per pianificare il prossimo futuro e, da voci interne, la posizione di Satoru Iwata, presidente dal 2002 del gruppo, dovrebbe essere in forte bilico. La ristrutturazione però potrebbe non fermarsi a Iwata, ma si potrebbe allargare a tutta la politica aziendale, dato che una parte sempre più corposa del cda vorrebbe vedere Nintendo cambiare registro e sviluppare giochi per il mercato mobile, portando i suoi personaggi più celebri anche su iOS, Android e Windows Phone.

Mario dunque potrebbe fare il grande salto da GameBoy a iPhone o Lumia. Potrebbe essere una rivoluzione. Nintendo infatti sino ad oggi era rimasta fedele alla linea del supporto fatto in casa e non aveva mai fatto migrare i suoi cavalli di battaglia su hardware non marchiati Nintendo. Una scelta molto apprezzata dai feticisti del video-ludico.

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