La lotta per l’occupazione

Grazie per essere venuti a Tilbury Port stamattina. Siamo tutti qui, all’inizio della settimana che farà da testimone dei più importanti cambiamenti del nostro sistema fiscale. Parlo dei tagli significativi alle tasse delle persone e delle aziende, e del fatto che stiamo rendendo il nostro sistema di benefit più accessibile ed equo.  Sono cambiamenti che andranno a influire sulle vite di milioni di persone. Sia che abbiate un lavoro sia che lo stiate cercando; sia che stiate avviando la vostra attività o assumendo qualcuno – questi cambiamenti vi aiuteranno. Sono parte del nostro progetto di lungo termine per costruire un’economia che sa reagire e che sa creare posti di lavoro – quei posti di lavoro che sono il cuore di ciò di cui vorrei parlarvi oggi.

di George Osborne

La lotta per l’occupazione

Pubblichiamo il discorso che il cancelliere dello Scacchiere britannico ha tenuto lunedì scorso Tilbury Port, sulle rive del Tamigi, in Essex.

Grazie per essere venuti a Tilbury Port stamattina. Siamo tutti qui, all’inizio della settimana che farà da testimone dei più importanti cambiamenti del nostro sistema fiscale. Parlo dei tagli significativi alle tasse delle persone e delle aziende, e del fatto che stiamo rendendo il nostro sistema di benefit più accessibile ed equo.

Sono cambiamenti che andranno a influire sulle vite di milioni di persone. Sia che abbiate un lavoro sia che lo stiate cercando; sia che stiate avviando la vostra attività o assumendo qualcuno – questi cambiamenti vi aiuteranno. Sono parte del nostro progetto di lungo termine per costruire un’economia che sa reagire e che sa creare posti di lavoro – quei posti di lavoro che sono il cuore di ciò di cui vorrei parlarvi oggi. Aiutare le aziende a creare posti di lavoro; aiutare le persone a trovare un lavoro; sostenere le persone che un lavoro ce l’hanno. Sono i posti di lavoro che vi hanno portato qui oggi, tutti assieme. Ed è perché ciascuno di voi ha trovato un lavoro o un apprendistato negli ultimi anni. O perché avete dato un lavoro a qualcun altro – qualcuno di voi ha assunto il suo primo impiegato, qualcun altro ha visto crescere la sua azienda, altri ancora hanno fatto l’incredibile salto di creare la propria azienda. Venite da compagnie diverse, da tipi diversi di lavoro; avete età diverse, siete in momenti diversi della vostra vita. Eppure oggi siete qui, assieme, perché sapete che significato ha quel nuovo posto di lavoro. Lo stipendio alla fine del mese, e la sicurezza che ne deriva. La possibilità di sostenere la vostra famiglia, di sentirvi finanziariamente indipendente e di pianificare il futuro.
I cambiamenti fiscali e dei sussidi vi influenzeranno direttamente – e altrettanto direttamente vi aiuteranno. Questa settimana potrete trattenere un ammontare maggiore dei soldi che guadagnate. Questa settimana la vostra azienda potrà trattenere un ammontare maggiore dei soldi che crea, affinché possiate investire, espandervi e creare posti di lavoro. Questa settimana daremo più sostegno a chi cerca lavoro, ma da questa settimana chiederemo di più a chi richiede i sussidi – per permettere loro di trovare lavoro più velocemente.

E’ il nostro approccio all’economia: risistemare i fondamentali; sostenere chi lavora duramente; sostenere le imprese; e organizzare il welfare in modo che lavorare sia sempre vantaggioso. Questo approccio ha già portato a 1,3 milioni di posti di lavoro in più qui in Gran Bretagna. Qui a Tilbury Port, più di 100 nuovi posti di lavoro. A Thurrock, solo l’anno scorso: 7.200 nuovi posti di lavoro; tasso di disoccupazione calato del 40 per cento. E’ una storia incredibile, che rincuora. La Gran Bretagna sta creando posti di lavoro più velocemente che in qualsiasi altro periodo della nostra storia recente, e più velocemente di qualsiasi altra nazione al mondo.

Ma questo non è abbastanza. Troppe persone, specialmente giovani, sono ancora senza lavoro. Molte persone vogliono una carriera migliore. Quindi il nostro lavoro non è finito. Abbiamo bisogno di creare ancora più posti di lavoro qui in Gran Bretagna. E abbiamo un obiettivo ambizioso. Vogliamo che la Gran Bretagna diventi il posto migliore al mondo per trovare un lavoro. Il posto migliore al mondo per avere un lavoro. Impegnandoci per costruire un’economia che sostiene la piena occupazione.
Quattro anni fa, la Gran Bretagna non poteva nemmeno immaginare una cosa del genere. La nostra economia era collassata. Le nostre finanze erano un disastro. La nostra nazione era sull’orlo del collasso. Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili, fare scelte impopolari per poter mettere a posto le cose. Ma con il vostro aiuto e il duro lavoro, siamo riusciti a ribaltare la situazione. Il deficit sta calando, e il debito è sotto controllo. La stabilità sta tornando; e con essa, la fiducia. Le aziende si stanno spostando qui; è qui che si viene a investire. La Gran Bretagna può di nuovo camminare a testa alta nel mondo.

Anche adesso ci sono quelli che vogliono mollare la presa, spendere di più, indebitarsi di più, attaccare le aziende e aumentare le tasse, e tornare alla casella del via. Tornare al caos economico. Tornare a quando non c’erano nuovi lavori. Tornare a quella Gran Bretagna che aveva un governo debole – e non aveva nessun piano.

Ebbene, noi rifiutiamo quell’approccio. Diciamo invece: continuiamo a lavorare a quel progetto che ci ha portato a dove siamo ora. Questa settimana faremo proprio questo. Questa settimana trasformeremo quelle parole in azioni. Ecco il diario di una settimana che aiuterà la Gran Bretagna a mettersi a regime.

Martedì (1° aprile, ndr), l’aliquota fiscale che molte aziende pagano calerà dal 23 per cento al 21 per cento. Sempre martedì, l’ammontare che quelle aziende possono investire senza dover pagare imposte anticipate raddoppierà fino a mezzo milione di sterline. Alcuni dicono: perché aiutare le aziende? E noi rispondiamo: perché senza aziende non ci sono posti di lavoro. Il carico di imposte sulle società al 21 per cento è fra i più bassi al mondo. E questo significa che le aziende verranno qui in Gran Bretagna, che il lavoro arriverà qui in Gran Bretagna; che il commercio e gli investimenti arriveranno qui in Gran Bretagna. Lo potete vedere con i vostri occhi qui a Tilbury Port. L’aumento previsto per i capitali da allocare ad investimenti aiuterà in particolare le piccole imprese a espandersi e installare nuovi macchinari, a comprare più furgoni, a costruire nuovi stabilimenti di produzione – e quando ciò accade, si assume anche nuovo personale.

E che dire di tutti quei negozi nelle vie principali, e dei pub e dei bar? Anch’essi hanno attraversato tempi duri a causa della situazione economica; e la crescita di internet ha reso per alcuni le cose ancor più difficili. Ma sono parte della nostra comunità, e sono una fonte importante di posti di lavoro. Quindi domani ci sarà ancora un altro taglio delle tasse. Un pacchetto da un miliardo di sterline per aiutare ad alleggerire il peso delle imposte. I piccoli esercizi, i pub e i bar delle vie commerciali avranno un taglio del cuneo fiscale pari a 1.000 sterline. E lo faremo mettendo un limite massimo alla tassazione di ogni impresa. Ed escluderemo un terzo del milione di piccole imprese dal sistema di imposizione fiscale.
Per quelli che ci chiedono il perché facciamo ciò, permettetemi di dirvi: se le nostre imprese possono tenere una quota maggiore dei soldi che hanno guadagnato perché le aliquote sono più basse e le tasse sono minori, allora possono assumere più persone e investire nel futuro. E’ tutto incentrato sui posti di lavoro. Martedì avrebbe dovuto essere anche il giorno dell’aumento delle accise sul carburante. Ma ciò non accadrà – le abbiamo di nuovo congelate. In realtà, la benzina costerà venti pence in meno al litro, perché vogliamo mantenere le accise stabili per aiutare chi lavora, per aiutare le famiglie e per aiutare le imprese.

Eppure nel diario della settimana a venire, la più grande spinta per la creazione di posti di lavoro non arriverà martedì. Arriverà domenica (6 aprile, ndr). Domenica è il giorno della nuova Employment Allowance. Il giorno in cui ogni azienda riceverà un rimborso di 2.000 sterline. Un sacco di persone non lo capiscono, ma quando un’azienda impiega qualcuno, non deve solo pagargli il salario – deve anche pagare la relativa tassa al governo. Si chiama “employer national insurance” (assicurazione nazionale datori di lavoro) ma in realtà è una tassa sui posti di lavoro – e può scoraggiare una compagnia, specialmente una piccola, dall’assumere qualcuno. Con la nuova Employment Allowance, non ci saranno tasse sul lavoro per molte aziende, e quindi non ci saranno ostacoli alla creazione di posti di lavoro. Questa settimana ci assicureremo che le nostre imprese possano tenere una quota maggiore di ciò che guadagnano, e quindi possano investire e assumere. Ma ci assicureremo anche che le persone possano tenere una quota maggiore di ciò che guadagnano – in modo che il loro lavoro sia più redditizio.

E ciò avverrà domenica. Da questa domenica, le persone potranno tenere le prime 10.000 sterline di ciò che guadagnano senza che esse siano soggette ad alcuna tassa sul reddito. E’ un momento indimenticabile nella storia del sistema fiscale della nostra nazione. Quattro anni fa, la quota esentasse era di 6.500 sterline. E’ una grande differenza, e quando calcolate cosa voglia dire per il vostro salario e per la vostra busta paga, capite che significa 700 sterline in più per voi di quello che guadagnate. E per una persona su dieci, per quelli che guadagnano i salari più bassi, per loro non ci sarà alcuna tassa da pagare. Nessun governo ha mai tolto del tutto dal sistema fiscale così tanti lavoratori. Quindi, 10.000 sterline libere dalle tasse sul reddito. Una nuova Employment Allowance per ogni impresa. Tutto ciò accadrà domenica.  Un grande lavoro per la Gran Bretagna che lavora. Il culmine di questa settimana, che vedrà la più grande riduzione delle tasse aziendali e personali in due decenni. E sarà possibile solo perché il vostro duro lavoro ci sta aiutando a risistemare l’economia – e questo è solo una parte del nostro piano per creare nuovi posti di lavoro.

Perché non ha senso creare posti di lavoro se paghiamo le persone per rimanere nel sistema del welfare. Abbiamo ereditato un sistema di welfare che non funzionava. Non aiutava abbastanza quelli che cercavano lavoro – le persone erano lì, parcheggiate nel sistema dei sussidi. Francamente non c’era abbastanza pressione sulle persone affinché cercassero un lavoro – alcuni potevano richiedere i benefit e starsene a casa a ricevere praticamente la stessa somma di altri che invece lavoravano. E non era giusto per loro – perché rimanevano intrappolati nella povertà, e le loro aspirazioni venivano annullate. E non era certamente giusto per chi come voi paga le tasse, per chi come voi si sveglia, va a lavoro, paga le tasse e paga anche per quei sussidi di disoccupazione. Quindi, se martedì sarà il giorno in cui aiuteremo le aziende a creare posti di lavoro; se domenica sarà il giorno in cui aiuteremo le persone che lavorano duramente; allora lunedì (7 aprile, ndr) sarà il giorno in cui faremo di più per incoraggiare le persone disoccupate a trovare un lavoro. I sussidi aumenteranno solo di un punto percentuale – in modo da non crescere più velocemente di quanto crescano i salari dei lavoratori, cosa che invece succedeva abitualmente. Quando ho assunto il mio incarico, c’erano persone che ricevevano corrispettivi pazzeschi – cinquanta, sessanta, addirittura centomila sterline in sussidi. Più di quanto la gran parte delle persone potesse ricevere lavorando. Era oltraggioso. Quindi abbiamo messo un limite ai sussidi, in modo che una famiglia di disoccupati non possa ricevere più di quanto riceve una famiglia media di lavoratori. E ora stiamo mettendo un limite anche al budget totale del welfare, per poterlo tenere entro certi limiti. Tutto questo è entrato in vigore la scorsa settimana.

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E stiamo introducendo un nuovo sistema di credito universale per fare in modo che sia sempre vantaggioso lavorare. Da questo mese faremo anche grandi cambiamenti riguardanti il modo in cui ci si deve comportare per richiedere i sussidi. Tutti sappiamo che alcune persone hanno bisogno di più aiuto di altre nel trovare un lavoro. Quindi da questo mese metà delle persone che hanno i benefit di disoccupazione dovranno farne richiesta ogni settimana – e chi riceve sussidi da un lungo periodo dovrà andare al centro per l’impiego ogni giorno, per avere un aiuto e un incoraggiamento costanti. Per poter richiedere i sussidi, le persone dovranno anche dimostrare di sapere parlare inglese, o che stanno andando a un corso per impararlo. E’ ridicolo che persone che non parlavano inglese, e che non stavano affatto cercando di impararlo, potessero contare sui sussidi in questa nazione. Se non si parla inglese, è difficile poter trovare un lavoro. E da questa settimana sarà ancora più difficile ottenere benefit se non si cerca quantomeno di impararlo. Abbiamo intenzione di imporre che le persone cerchino lavoro almeno per una settimana prima che possano ricevere il sussidio di disoccupazione. Quando le persone si presentano al centro per l’impiego, dovranno avere un curriculum pronto, e dovranno aver già iniziato a cercare impiego nel nostro nuovo sito internet dedicato. D’ora in poi, il patto è questo: prima cerchi lavoro, poi chiedi il sussidio di disoccupazione. Non l’inverso.
Chiederemo ai disoccupati di lungo periodo di fare lavori per la comunità in cambio dei sussidi che ricevono – preparare pasti per gli anziani, raccogliere la spazzatura o lavorare per l’istituto di beneficenza locale. Potranno fare un’utile esperienza lavorativa, seguendo anche un principio fondamentale: se vuoi che qualcosa ti sia dato, devi dare qualcosa anche tu. Tutto questo ci permette di tornare ai principi sui quali il nostro sistema di welfare era originariamente basato – qualcosa in cambio di qualcos’altro, e non qualcosa in cambio di niente. Questo è giusto per quelli che richiedono i sussidi – ed equo per i contribuenti che pagano per quei benefit.

Il vecchio sistema ha fallito. Una maggiore spesa pubblica porta solo a spese maggiori per il welfare e a più lavori nel governo che la nazione non si può permettere. Da questa settimana invece seguiamo una rotta nuova: sosteniamo le imprese tagliando le loro tasse, affinché creino più posti di lavoro; tagliamo le tasse a chi lavora duramente, in modo che il loro lavoro sia più redditizio; congeliamo gli aumenti del sistema del welfare e imponiamo nuove condizioni a chi richiede il sussidio di disoccupazione, in modo che trovare un lavoro sia per loro più conveniente. I tagli più significativi alla tassazione personale e aziendale di un’intera generazione. Cambiamenti al sistema del welfare in modo da far tornare le persone al mondo del lavoro. Questo è il nostro progetto per il lavoro, ed è l’unico progetto esistente. E sta funzionando.

Cifre record per il lavoro. Tasso di occupazione che cresce a una velocità tre volte maggiore di quello di ogni altro al mondo. Per la prima volta in 35 anni, una proporzione di persone impiegate che supera quella degli Stati Uniti. Ma i problemi che dobbiamo affrontare sono gravi, e non possono essere risolti nel giro di una notte. Con lo scorso governo c’erano casi nei quali la “cultura del sussidio” era diventata profondamente radicata. E mentre il tasso di disoccupazione è diminuito, ci sono ancora oltre due milioni di persone che cercano un lavoro. Non staremo fermi mentre abbiamo così tanto potenziale sprecato.

Ecco perché oggi mi prendo un nuovo impegno. L’impegno di combattere per la piena occupazione in Gran Bretagna. Rendendo la creazione di posti di lavoro un obiettivo centrale del nostro piano economico. Settant’anni fa esatti, durante la Seconda guerra mondiale, quando Winston Churchill era premier, fu preso il primo impegno per la piena occupazione. In quei giorni pensavano che il governo potesse gestire l’economia a livello micro, garantendo un lavoro a ogni persona. Ma – come abbiamo imparato recentemente – non si possono abolire i cicli economici.  Quindi i tentativi passati e presenti da parte dei governi di “garantire” un lavoro a ogni persona sono destinati a fallire. E pure spendere miliardi di sterline per creare posti di lavoro nel settore pubblico non funziona. La spesa pubblica va fuori controllo; le aziende falliscono nel momento in cui le loro tasse diventano troppo alte, il lavoro rende meno perché salgono le tasse individuali, e vengono persi posti di lavoro nel settore privato. Si finisce con l’avere più disoccupati invece che meno. E i politici che hanno fatto quelle promesse vanno nel panico.

Ecco quello che succedeva prima che iniziassimo il nostro mandato. I politici parlavano di garantire la piena occupazione, e sono finiti nella grande depressione e nella disoccupazione che esplodeva. Noi abbiamo un approccio diverso. E permettetemi di essere chiaro. Non c’è alcuna ragione per la quale la Gran Bretagna non dovrebbe puntare ad avere il tasso di occupazione maggiore di tutte le principali economie mondiali. Ad avere più persone che lavorano di qualsiasi altra nazione del G7. Questa è la mia ambizione. Il miglior posto al mondo per creare un posto di lavoro; per ottenere un lavoro; per mantenere un lavoro; per essere aiutati a trovare un altro lavoro se hai perso il tuo. Un approccio moderno alla piena occupazione significa sostenere le imprese. Significa tagliare le tasse sul lavoro e riformare il welfare. Significa migliorare le scuole. Significa spendere meno in sussidi, per poter investire di più nella creazione di nuovi posti di lavoro in tutto il paese.

Abbiamo bisogno di proseguire la nostra opera nel prossimo Parlamento. Dobbiamo continuare a ridurre le tasse e i costi per le imprese – in modo che possano creare posti di lavoro. Dobbiamo continuare a premiare e sostenere le persone che hanno un lavoro e che lavorano duramente. Ecco l’approccio che ci porterà alla piena occupazione. I posti di lavoro contano – la disoccupazione di massa non è mai un prezzo che vale la pena di pagare. Ma anche i lavori artificiali, creati da denaro preso in prestito, non funzionano. Abbiamo bisogno di un nuovo approccio. Il fulcro di tutto ciò è un accordo. Noi faremo tutto il possibile per sostenere le imprese, per aiutare a creare posti di lavoro e fare in modo che il lavoro renda. Ma in cambio chiediamo che quelli che possono lavorare accettino i lavori che sono disponibili. Ecco il patto equo che la nostra società avrebbe sempre dovuto rispettare.
Sappiamo tutti che non c’è niente di gentile o di equo nel lasciare le persone che potrebbero lavorare fuori dal mercato del lavoro grazie al loro sussidio di disoccupazione. Con tutto lo stress e gli effetti negativi che ciò ha su relazioni, famiglie, bambini – in alcuni casi persino su intere comunità. Tutti qui sappiamo che differenza può fare un nuovo lavoro nella vita di qualcuno. Non si tratta solo dei soldi. E’ la sensazione di sicurezza, di poter dare un contributo. Non ci fermeremo finché non saremo sicuri che tutti hanno l’opportunità di godere la pace mentale che solo l’avere un lavoro garantisce. E tutti avranno modo di far parte di questo pubblico nel mondo del lavoro.
   

Traduzione di Sarah Marion Tuggey
 

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