Speciale online 20:30

Il Twitter cubano e le rivoluzioni 2.0 fallite

Appena qualche giorno fa aveva suscitato clamore il blackout di Twitter in Turchia alla vigilia delle elezioni amministrative. Il social network era stato oscurato, per poi essere riabilitato soltanto oggi con una sentenza della Corte costituzionale turca, per via dello scandalo tangenti che aveva coinvolto il premier Erdogan. Alcune intercettazioni che lo incriminavano erano infatti diventate virali sul web. Il premier turco ora disporrebbe di nuove argomentazioni per la sua tesi complottistica sull'uso dei social network. Un'inchiesta condotta da AP ha dimostrato, tramite interviste e documenti ufficiali, che gli Stati Uniti hanno finanziato per anni il cosiddetto "Twitter cubano", più comunemente conosciuto sull'isola castrista con il nome di ZunZuneo. 

Appena qualche giorno fa aveva suscitato clamore il blackout di Twitter in Turchia alla vigilia delle elezioni amministrative. Il social network era stato oscurato, per poi essere riabilitato soltanto oggi con una sentenza della Corte costituzionale turca, per via dello scandalo tangenti che aveva coinvolto il premier Erdogan. Alcune intercettazioni che lo incriminavano erano infatti diventate virali sul web.

Il premier turco ora disporrebbe di nuove argomentazioni per la sua tesi complottistica sull'uso dei social network. Un'inchiesta condotta da AP ha dimostrato, tramite interviste e documenti ufficiali, che gli Stati Uniti hanno finanziato per anni il cosiddetto "Twitter cubano", più comunemente conosciuto sull'isola castrista con il nome di ZunZuneo. 

Il social network finanziato da Usaid, l'agenzia di Stato americana responsabile delle politiche di sviluppo internazionali, sarebbe servito dal 2009 al 2012 per raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sulle attitudini, gli interessi, persino i gusti musicali degli utenti cubani. Secondo il progetto americano, la piattaforma avrebbe dovuto svilupparsi gradualmente nel tempo, in modo da non incorrere nella censura del regime castrista.
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ZunZuneo spopolò fino a raggiungere i 40 mila utenti. Tutte le informazioni raccolte dall'agenzia, secondo i documenti visionati da AP, sarebbero servite per organizzare agitazioni contro il regime. Va da sé che degli introiti derivati dal business di ZunZuneo (la "democrazia", infatti, ha un costo per coloro di cui ne possono "beneficiare") non ce ne sia più traccia. Usaid asserisce che 1,6 milioni di dollari siano stati reinvestiti in un non meglio precisato progetto di sviluppo in Pakistan ma non esistono prove che possano confermarlo.

Altro elemento da chiarire è il ruolo della Casa Bianca che secondo la legge statunitense dovrebbe dare il placet per ogni progetto avviato da Usaid. Da Washington, tuttavia, non arrivano né conferme né smentite e non è chiaro se l'Amministrazione fosse a conoscenza del progetto del "Twitter cubano".

Il caso va così ad aggiungersi alla vasta antologia degli ultimi anni sulle tesi complottistiche che sono state sollevate contro Washington: dalla Rivoluzione arancione, alle Primavere arabe, fino allo scandalo Nsa. Con ZunZuneo, l'esperimento sembrerebbe ancora più male assortito. Nei documenti riportati da AP, l'obiettivo sarebbe stato quello di giungere a una "rinegoziazione dell'equilibrio di potere tra Stato e società" al fine di "innescare una primavera cubana". Un'operazione costosa e rischiosa che, secondo Usaid, portò alla chiusura del progetto nel 2012. Come accadde nel 1961 con l'invasione (fallita) della Baia dei Porci, anche la rivoluzione 2.0 cubana è naufragata prima di compiersi.      

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