Speciale online 16:00

Ora Cameron vuole sapere tutto dei Fratelli musulmani in Inghilterra

Il governo inglese ha richiesto all'MI6 di condurre un'inchiesta sulla struttura e le attività dei Fratelli musulmani sul suolo britannico. Intervenuto ieri durante la conferenza stampa congiunta con il premier Matteo Renzi, Cameron ha spiegato che "è necessario che la Gran Bretagna conosca quali siano le attività degli islamisti sul suo territorio e le loro posizioni in merito all'uso della violenza". Una versione confermata dal portavoce di Downing Street: "Dati i timori esistenti riguardo al gruppo e i suoi collegamenti con l'estremismo violento, è assolutamente giusto cercare di comprendere meglio la posizione dei Fratelli Musulmani".

Ora Cameron vuole sapere tutto dei Fratelli musulmani in Inghilterra

Il governo inglese ha richiesto all'MI6 di condurre un'inchiesta sulla struttura e le attività dei Fratelli musulmani sul suolo britannico. Intervenuto ieri durante la conferenza stampa congiunta con il premier Matteo Renzi, Cameron ha spiegato che "è necessario che la Gran Bretagna conosca quali siano le attività degli islamisti sul suo territorio e le loro posizioni in merito all'uso della violenza". Una versione confermata dal portavoce di Downing Street: "Dati i timori esistenti riguardo al gruppo e i suoi collegamenti con l'estremismo violento, è assolutamente giusto cercare di comprendere meglio la posizione dei Fratelli Musulmani".

Molti islamisti appartenenti alla Fratellanza si sono trasferiti dall'Egitto in Gran Bretagna dopo la caduta del presidente Mohammed Morsi. Il colpo di stato del 30 giugno 2013, che ha portato all'insediamento di un governo filo-militare, ha sancito il ritorno delle repressioni e delle violenze nei confronti degli islamisti. Poche settimane fa, l'Arabia Saudita, uno dei paesi più preoccupati dal ruolo emergente dei Fratelli musulmani in Medio Oriente, ha dichiarato l'organizzazione islamica gruppo terroristico affiliato ad al Qaeda, un'iniziativa già intrapresa dal governo egiziano.
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La Fratellanza ha condannato l'annuncio di Cameron, interpretato come un avallo alle repressioni condotte dal governo e alla candidatura del generale Abdel Fattah al Sisi, ex ministro della Difesa, alle imminenti elezioni presidenziali dove è dato come sicuro vincitore.

In un editoriale pubblicato questa settimana, il Washington Post ha definito "un vuoto di parole" il sostegno occidentale alla causa democratica egiziana, riferendosi al tacito consenso alla candidatura di al Sisi. Secondo il quotidiano americano, l'esigenza di assicurare stabilità politica, sociale ed economica al Cairo ha scatenato la retorica pro-democratica della Casa Bianca nonostante la dura repressione dell'opposizione islamista. D'altra parte, dopo il fallimento dell'esperimento Morsi, al Sisi è visto ora dagli Stati Uniti come l'unico in grado di raccogliere consensi.

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