Speciale online 17:10

La vita digitale della figlia del trafficante

Melissa Plancarte, in arte “La princesa de la banda”, è una cantante locale messicana. Non è una star, è conosciuta soprattutto nel suo stato d’origine, il Michoacán sulla costa Pacifica, ma è molto attiva sui social network. Il suo Instagram è pieno di selfie con costumi tradizionali messicani e cappelli da cowboy, il suo Facebook è continuamente aggiornato con immagini e video delle sue canzoni. Melissa ha un fratello, Kike, che è cantante anche lui e che si fa chiamare “El príncipe de la banda”. Insieme hanno pure fondato una casa discografica, si autoproducono i dischi e organizzano eventi.

di Eugenio Cau

La vita digitale della figlia del trafficante

Melissa Plancarte, in arte “La princesa de la banda”, è una cantante locale messicana. Non è una star, è conosciuta soprattutto nel suo stato d’origine, il Michoacán sulla costa Pacifica, ma è molto attiva sui social network. Il suo Instagram è pieno di selfie con costumi tradizionali messicani e cappelli da cowboy, il suo Facebook è continuamente aggiornato con immagini e video delle sue canzoni. Melissa ha un fratello, Kike, che è cantante anche lui e che si fa chiamare “El príncipe de la banda”. Insieme hanno pure fondato una casa discografica, si autoproducono i dischi e organizzano eventi.

In Messico il mercato della canzone “ranchera”, romantica e popolare, è molto florido, sono migliaia i ragazzi che si infilano in un costume da cowboy e vanno a cantare vecchi classici strappalacrime nei locali della provincia, incidono dischi venduti illegalmente per strada, si fanno pubblicità su internet e con manifesti appesi illegalmente. Melissa Plancarte e suo fratello fanno parte di questa massa di interpreti più o meno improvvisati, che riempiono i social network messicani di foto ammiccanti e photoshoppate male. A gennaio Melissa ne ha pubblicata una in cui indossa un costume bianco (succinto, ovviamente) con una grande croce rossa, come la tunica di un cavaliere delle Crociate. Non era una delle tante foto civettuole, era una dichiarazione d’identità. In Michoacán i cavalieri templari, los Caballeros Templarios, sono un gruppo di narcotrafficanti potente ed efferato. Melissa Plancarte è la figlia di uno dei capi del cartello, Enrique Plancarte Solís, ricercato da anni. La polizia ha trovato il suo nascondiglio lunedì, lo ha ucciso in uno scontro a fuoco.

Il governo messicano ha annunciato la morte di Enrique Plancarte ieri. Plancarte, 43 anni, detto “Kike” (è un diminutivo comune per il nome Enrique), era un allevatore che si è convertito prima all’industria edilizia e poi al narcotraffico. Nel 2010 era uno dei cinque luogotenenti della Famiglia Michoacana, il cartello che allora dominava il territorio. Quando il leader carismatico della Familia, Nazario Moreno González, si fece credere morto in uno scontro a fuoco con la polizia (in realtà non lo era, è stato ucciso per davvero solo il mese scorso, dopo anni in cui ha dominato il narcotraffico nell’area del Pacifico mentre le autorità lo credevano cadavere), creò con i suoi compagni l’organizzazione dei Caballeros Templarios.

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Plancarte non è stato ucciso nel suo territorio. A gennaio era fuggito dal Michoacán perché la situazione si stava facendo pericolosa. Gruppi di contadini e allevatori si erano organizzati e avevano formato milizie di autodifesa per scacciare i narcos dalle città. Le “autodefensas” sono aumentate di numero nel corso del 2013, hanno raccolto armi e alleati, hanno iniziato una lunga marcia nell’entroterra dello stato e ogni volta che incontravano una città la mettevano sotto assedio, cacciavano i narcotrafficanti che c’erano dentro e ne prendevano il controllo militare. Il governo di Città del Messico ha iniziato a temere che la situazione stesse degenerando (lo sta già facendo, a marzo uno dei capi del movimento è stato arrestato per omicidio) e che le “autodefensas” potessero essere il preludio alla formazione di gruppi paramilitari, ha disposto l’esercito nello stato, ha intavolato trattative. Soprattutto, ha deciso di venire incontro alle richieste dei miliziani, che erano poi una: neutralizzate i Cavalieri templari. Il governo lo sta facendo, negli ultimi mesi ha catturato e ucciso gran parte degli affiliati ai Cavalieri, tra cui il leader carismatico, Nazario Moreno detto “el Chayo”, ed Enrique Plancarte, che negli ultimi mesi si era nascosto in una casupola misera in un piccolo centro del vicino stato di Querétaro. Domenica scorsa, quando la polizia ha circondato la casa, Plancarte era fuggito. Lo hanno trovato 24 ore dopo, scappava a cavallo lungo un campo di cactus, lui ha sparato, la polizia lo ha ucciso.

Ieri sulla sua pagina Facebook Melissa Plancarte ha scritto “Nessuno è eterno in questo mondo”. Molti commenti erano di cordoglio.

di Eugenio Cau

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