Speciale online flash 17:41

Dal 6 aprile anche gli stranieri potranno guidare il tram

Anche i non italiani potranno lavorare nel settore del  trasporto pubblico. La notizia sembra strana, a tratti assurda, soprattutto se si considera il mondo globalizzato e multietnico nel quale viviamo. Sino ad oggi però per guidare un autobus, un treno o un tram o anche solo per ripararli o pulirli la legge prevedeva una precisa credenziale: "essere cittadini dello Stato italiano". Reminiscenza del regio decreto del 1931, ma a tutti gli effetti vincolante ancora sino al 6 aprile. Dopo 83 anni, grazie al recepimento della direttiva europea 2011/98 e l'entrata in vigore del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 40, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 22 marzo, anche questo tabù legislativo è stato superato, sebbene fosse già stato modificato nella prassi dall'apertura dei confini post-Schengen.

Dal 6 aprile anche gli stranieri potranno guidare il tram

Anche i non italiani potranno lavorare nel settore del  trasporto pubblico. La notizia sembra strana, a tratti assurda, soprattutto se si considera il mondo globalizzato e multietnico nel quale viviamo. Sino ad oggi però per guidare un autobus, un treno o un tram o anche solo per ripararli o pulirli la legge prevedeva una precisa credenziale: "essere cittadini dello Stato italiano". Reminiscenza del regio decreto del 1931, ma a tutti gli effetti vincolante ancora sino al 6 aprile.

Dopo 83 anni, grazie al recepimento della direttiva europea 2011/98 e l'entrata in vigore del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 40, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 22 marzo, anche questo tabù legislativo è stato superato, sebbene fosse già stato modificato nella prassi dall'apertura dei confini post-Schengen. Era stata l'Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) negli ultimi anni a impegnarsi su questo fronte, avviando un contenzioso giudiziario che già nel 2009 e nel 2013 aveva portato i tribunali di Milano e Torino a pronunciarsi in favore del principio di parità di trattamento (per Milano, ordinanza del 20 luglio 2009 e per Torino, ordinanza del 13 ottobre 2013).

[**Video_box_2**]

Il decreto non cambierà però più di tanto le cose all'interno lo scenario del trasporto pubblico, soprattutto se si prende in considerazione il settore dei conducenti di autobus, tram eccetera. Gli slogan leghisti che già avevano trovato ampio risalto nei media nel 2009, quando la magistratura ordinò all’Azienda trasporti milanesi di rimuovere il requisito di cittadinanza per le assunzioni, e che sono stati riproposti in queste ore, infatti, non tengono conto, oggi come allora, della reale situazione italiana. Al momento di concorsi pubblici per nuove assunzioni non ce ne sono, i requisiti per poter ambire a sedersi alla guida prevedono l'ottenimento della patente D, costosa e poco richiesta, e per la manutenzione degli autoveicoli è necessario la licenza media inferiore, oltremodo difficile da presentare per chi non è originario dai paesi Ue.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi