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8,5 euro all'ora. La Germania approva il salario minimo

Il governo tedesco ha approvato il provvedimento che stabilisce l'introduzione graduale di un salario minimo a livello nazionale di 8,5 euro l'ora. Nel testo si stabilisce che la legge sarà avviata nel 2015 ed entrerà pienamente in vigore nel 2017. "E' fatta" fa sapere una fonte governativa al termine della riunione del consiglio di gabinetto. Si tratta di una misure fortemente voluta dall'Spd, il partito che fa parte del governo di 'Grosse Koalition', guidato da Angela Merkel. Secondo i calcoli del governo dovrebbero beneficiare del salario minimo circa 3,7 milioni di lavoratori, la maggior parte dei quali impiegati nell'ex Ddr.

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8,5 euro all'ora. La Germania approva il salario minimo

Il governo tedesco ha approvato il provvedimento che stabilisce l'introduzione graduale di un salario minimo a livello nazionale di 8,5 euro l'ora. Nel testo si stabilisce che la legge sarà avviata nel 2015 ed entrerà pienamente in vigore nel 2017. "E' fatta" fa sapere una fonte governativa al termine della riunione del consiglio di gabinetto. Si tratta di una misure fortemente voluta dall'Spd, il partito che fa parte del governo di 'Grosse Koalition', guidato da Angela Merkel. Secondo i calcoli del governo dovrebbero beneficiare del salario minimo circa 3,7 milioni di lavoratori, la maggior parte dei quali impiegati nell'ex Ddr.

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Non sono mancate le polemiche e le contestazioni al provvedimento. Le critiche sono arrivate da diversi economisti che hanno segnalato il rischio di una diminuzione dell'occupazione di circa duecentomila posti di lavoro. Anche la Confindustria tedesca, la Bda (Bundesvereinigung der deutschen arbeitgeberverbaende), si è dimostrata tutt'altro che entusiasta criticando il governo di mancanza di equità. Gli industriali ritengono la manovra un vero freno al mercato del lavoro per i più deboli, per esempio per i lavoratori di lungo termine e per chi non ha mai lavorato, e perché ingiusta a livello nazionale, poiché i salari nell'ex Ddr al momento ancora inferiori a quelli della Germania ovest.

Critiche alle quali Angela Merkel ha risposto con un ghigno di soddisfazione in quanto il Mindestlohn, con un consenso tra i tedeschi che sfiorava l'80%, è stata la condizione sine qua non per convincere i socialdemocratici a entrare nel governo di grande coalizione, con la cancelliera e il suo partito conservatore che avrebbero preferito una contrattazione per categoria affidata ai singoli Laender.

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