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Il governo approva il ddl di riforma del Senato

Il governo ha approvato all'unanimità il ddl costituzionale che prevede la riforma del Senato. Il premier Matteo Renzi, nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri, ha definito la riforma "storica", capace di porre chiarezza sul Titolo V della Costituzione italiana. L'approvazione del ddl aveva suscitato alcune polemiche prima del CdM, con il Ministro di Scelta Civica, Giannini, che aveva chiesto a Renzi di prendere maggior tempo prima di approvare il testo della riforma.

Il governo approva il ddl di riforma del Senato

Il governo ha approvato all'unanimità il ddl costituzionale che prevede la riforma del Senato. Il premier Matteo Renzi, nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri, ha definito la riforma "storica", capace di porre chiarezza sul Titolo V della Costituzione italiana. L'approvazione del ddl aveva suscitato alcune polemiche prima del CdM, con il Ministro di Scelta Civica, Giannini, che aveva chiesto a Renzi di prendere maggior tempo prima di approvare il testo della riforma. Anche il Presidente del Senato Piero Grasso aveva rivendicato il diritto di esprimere un parere più interlocuotorio in merito all'approvazione del ddl. La riforma del Senato varata dal Cdm "mette la parola fine a una discussione trentennale", ha dichiarato Renzi, aggiungendo che "approviamo un ddl che intende superare il bicameralismo perfetto con quattro paletti: no al voto di fiducia, no voto sul bilancio, no elezione diretta dei senatori, no indennità per i senatori". "Penso, spero e credo si debba fare la riforma il più rapidamente possibile, siamo sensibili allo sforzo che il Parlamento vorrà fare ma i paletti sono quelli che abbiamo detto. È fondamentale che si arrivi il 25 maggio, entro le elezioni europee, con una prima lettura", ha sottolineato il premier.

Con il ddl approvato, il governo vara il superamento del bicameralismo perfetto. Il Senato non voterà più la fiducia, non voterà il bilancio dello Stato e i suoi membri non saranno eletti. Sarà composto dai presidenti delle Regioni, dai sindaci dei capoluoghi di Regione, due consiglieri regionali e due sindaci per ogni Regione, da 21 senatori su nomina del Presidente della Repubblica e dai senatori a vita già esistenti. Nell'esame dei testi di legge, il Senato potrà espriemere dei giudizi su alcune modifiche legislative che tuttavia dovranno essere vagliate e approvate dalla Camera cui spetterà l'ultima parola.

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