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Erdogan vince le amministrative turche e avverte i rivali: "Pagherete caro"

Doveva essere una prova di forza. Lo è stata. Il premier islamico turco Erdogan è sorridente nel post elezioni amministrative, si affaccia al balcone della sede del Akp e parla da vincitore: "è un gran giorno, una grande vittoria. Non permettete ad alcuno di piangere oggi. Fate si' che tutti i 77 milioni sappiano che oggi ha vinto la Turchia. Rendiamo la democrazia più forte". I numeri danno ragione al premier. L'Akp, infatti, è stato il primo partito in assoluto, attestandosi attorno al 47 percento (ma i dati non sono ancora ufficiali), una percentuale non lontana dal 49.6 percento delle politiche del 2011, ma certamente molto più alta delle cifre ipotizzate alla vigilia.

Leggi anche Il problema non è YouTube, ma è: chi vuole buttare giù Erdogan?

Erdogan vince le amministrative turche e avverte i rivali: "Pagherete caro"

Doveva essere una prova di forza. Lo è stata. Il premier islamico turco Erdogan è sorridente nel post elezioni amministrative, si affaccia al balcone della sede del Akp e parla da vincitore: "E' un gran giorno, una grande vittoria. Non permettete ad alcuno di piangere oggi. Fate sì che tutti i 77 milioni sappiano che oggi ha vinto la Turchia. Rendiamo la democrazia più forte".
I numeri danno ragione al premier. L'Akp, infatti, è stato il primo partito in assoluto, attestandosi attorno al 47 per cento (ma i dati non sono ancora ufficiali), una percentuale non lontana dal 49.6 per cento delle politiche del 2011, ma certamente molto più alta delle cifre ipotizzate alla vigilia, sia all'interno del partito, che dai media. Un risultato reso ancora più importante dalla conferma (quasi definitiva) delle due città più importanti, Ankara e Istanbul, e dall'ottenimento di 49 delle 81 province turche. Insomma una sconfitta su tutto il fronte per l'opposizione; il Chp, il principale partito anti-Erdogan, si ferma al 27,91 per cento, il partito nazionalisti al 15,17, l'indipendentismo curdo al 3,74.

I numeri danno ragione al premier. L'Akp, infatti, è stato il primo partito in assoluto, attestandosi attorno al 47 percento (ma i dati non sono ancora ufficiali), una percentuale non lontana dal 49.6 percento delle politiche del 2011, ma certamente molto più alta delle cifre ipotizzate alla vigilia, sia all'interno del partito, che dai media. Un risultato reso ancora più importante dalla conferma (quasi definitiva) delle due città più importanti, Ankara e Istambul, e dall'ottenimento di 49 delle 81 province turche. Insomma una sconfitta su tutto il fronte per l'opposizione; il Chp, il principale partito anti-Erdogan, si ferma al 27,91 percento, il partito nazionalisti al 15,17, l'indipendentismo curdo al 3,74.

Non sono quindi bastati gli scandali, le intercettazioni fatte girare sui social network a mettere in crisi il potere di Erdogan, che senza giri di parole ha avvisato chi ha montato questa campagna scandalistica nei suoi confronti: "Coloro che hanno tradito la nazione pagheranno, pagheranno caro. C’è chi cercherà di scappare già da domani. Oggi il popolo ha smascherato i piani e le trappole immorali – conclude – ha dato all’opposizione uno schiaffo ottomano, la politica dei registrazioni e delle cassette oggi è stata sconfitta, i politici immorali hanno perso".

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