Codice penoso

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Maria Sabelli, ha voluto dire la sua sulla legge sullo scambio politico-mafioso in discussione in Parlamento in un’intervista a Repubblica ieri. Il sindacalista dei magistrati è costretto a riconoscere che una delle modifiche introdotte dalla strana alleanza tra Pd e grillini – un emendamento al testo che era stato votato all’unanimità nella sua versione originale – è un pasticcio infernale.

Codice penoso

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Maria Sabelli, ha voluto dire la sua sulla legge sullo scambio politico-mafioso in discussione in Parlamento in un’intervista a Repubblica ieri. Il sindacalista dei magistrati è costretto a riconoscere che una delle modifiche introdotte dalla strana alleanza tra Pd e grillini – un emendamento al testo che era stato votato all’unanimità nella sua versione originale – è un pasticcio infernale. L’idea che si possa considerare un reato la “disponibilità”, non concretata in alcun atto specifico, a soddisfare le esigenze dell’interlocutore mafioso da parte del politico è una lesione evidente di ogni principio di civiltà giuridica sulla tipicità del reato. Sabelli però non sembra preoccupato della ferita alle garanzie, ma solo del rischio che qualche giudice non condanni imputati accusati dalle procure in base a questa norma barbara. Non sembra avere nulla da eccepire, invece, su un altro punto rilevante.  Cassare la norma che prevede la necessità di una condizione di consapevolezza, da parte del politico, dell’appartenenza a un’organizzazione criminale dei suoi interlocutori, è una evidente lesione dei diritti costituzionali. Un reato penale richiede la consapevolezza di commetterlo, ma qui pare che i prìncipi elementari del diritto possano essere trascurati, a vantaggio di un’espansione dello strapotere giudiziario che, con norme così generiche, potrebbe attaccare qualsiasi politico sgradito (magari successivamente assolto, ma dopo essere stato distrutto nella sua immagine pubblica). La richiesta di Sabelli di approvare subito una legge che contiene evidenti incongruenze, alcune delle quali sono persino considerate controproducenti anche da lui, fa capire come prevalga l’interesse politico su quello di una lotta efficace contro il crimine organizzato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi