Speciale online flash 17:32

Obama in Arabia Saudita. In agenda i dossier su Siria e Iran

Barack Obama è arrivato a Riad, in Arabia Saudita, tappa successiva del viaggio intercontinentale del Presidente degli Stati Uniti. Dopo l'Aja, in cui ha affrontato la questione ucraina, e Roma, in cui il Capo della Casa Bianca ha incontrato il Papa e il premier Renzi, la tappa mediorientale rappresenta forse la più delicata. Obama ha incontrato re Abdallah bin Abelaziz, che appena ieri ha nominato il principe Muqrin bin Abdulaziz secondo in linea di successione dopo il principe ereditario Salman al Abdulaziz per assicurare la stabilità futura del regno saudita.

Obama in Arabia Saudita. In agenda i dossier su Siria e Iran

Barack Obama è arrivato a Riad, in Arabia Saudita, tappa successiva del viaggio intercontinentale del Presidente degli Stati Uniti. Dopo l'Aja, in cui ha affrontato la questione ucraina, e Roma, in cui il Capo della Casa Bianca ha incontrato il Papa e il premier Renzi, la tappa mediorientale rappresenta forse la più delicata. Obama ha incontrato re Abdallah bin Abelaziz, che appena ieri ha nominato il principe Muqrin bin Abdulaziz secondo in linea di successione dopo il principe ereditario Salman al Abdulaziz per assicurare la stabilità futura del regno saudita.

Tanti i temi nell'agenda di Obama: dalla crisi siriana alle relazioni con l'Iran, la visita rappresenta un tentativo di riavvicinamento tra gli Usa e l'Arabia Saudita che ha più volte contestato quello che il commentatore del network saudita al Arabiya, Faisal J. Abbas, ha definito "un debole" nutrito da Obama per Teheran. La politica statunitense nell'intera regione mediorientale, secondo diversi commentatori sauditi, ha lasciato Riad abbandonata a se stessa nel gestire scenari complessi come quello siriano. Re Abdallah ha spesso chiesto un intervento armato di Washington per destituire il regime alawita di Bashar el Assad. Un report diffuso oggi dal Washington Post, asserisce che Obama ha già proposto un accordo all'Arabia Saudita per aiutare l'opposizione al regime di al Assad: secondo il progetto americano riportato dal quotidiano, la Cia sarebbe pronta ad addestrare il doppio del numero attuale dei ribelli siriani (si parla di 600 uomini al mese) in Arabia Saudita, Giordania e Qatar. Sarebbe ancora da discutere invece la fornitura ai ribelli dei MANPADS, lanciamissili antiaerei che potrebbero limitare le incursioni dell'aeronautica di Damasco.

Altro tema affrontato è certamente quello della riapertura dei canali diplomatici tra Washington e Teheran, considerata una minaccia per i paesi del Golfo Persico. Obiettivo di Obama sarà quello di tranquillizzare Riad ribadendo il proprio supporto alla monarchia nonostante la distensione con l'Iran. Infine, sul tavolo degli incontri bilaterali, ci sarà il dossier sulla situazione in Egitto, dove gli Stati Uniti hanno assunto un ruolo sempre più defilato. L'ostilità saudita ai Fratelli Musulmani ha portato a una grave crisi diplomatica tra il Qatar, sponsor della Fratellanza in Egitto, e gli altri paesi del Golfo sostenitori invece del governo filo-militare che ha spodestato il governo di Mohamed Morsi. Finora re Abdullah ha assicurato prestiti al Cairo per circa 15 miliardi di dollari e alla vigilia dell'annuncio della candidatura del generale Abdul Fatah al Sisi alle prossime presidenziali, ha assicurato un investimento di altri 40 miliardi per un progetto di costruzione di case popolari al Cairo. Obama dovrà così convincere i sauditi a premere sul governo egiziano affinché limiti la dura repressione dell'opposizione islamista e intervenga con una manovra radicale per risollevarne un'economia allo stremo.    

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi