Lo schiaffo di Obama a Sarkozy

Le frasi che si pronunciano in pubblico durante gli incontri ufficiali hanno di solito solo un senso evocativo. Questa regola vale anche per i discorsi d’occasione pronunciati da Barack Obama, ma una osservazione in particolare, quella in cui si loda la “leadership italiana nel Mediterraneo”, merita un approfondimento. Per cominciare, di questo ruolo decisivo l’Italia non è consapevole, anche se in effetti una serie di dati, dalla presenza dell’Eni al comando della missione in Libano, sottolineano un ruolo di primo piano dell’Italia in quest’area cruciale.

Lo schiaffo di Obama a Sarkozy

Le frasi che si pronunciano in pubblico durante gli incontri ufficiali hanno di solito solo un senso evocativo. Questa regola vale anche per i discorsi d’occasione pronunciati da Barack Obama, ma una osservazione in particolare, quella in cui si loda la “leadership italiana nel Mediterraneo”, merita un approfondimento. Per cominciare, di questo ruolo decisivo l’Italia non è consapevole, anche se in effetti una serie di dati, dalla presenza dell’Eni al comando della missione in Libano, sottolineano un ruolo di primo piano dell’Italia in quest’area cruciale. Tuttavia le vicende più recenti, a cominciare dalla crisi tunisina che ha portato alla deposizione del presidente Ben Alì per seguire con la rivolta libica e le convulsioni egiziane, avevano fatto prevalere un attivismo francese, attraverso il quale Sarkozy puntava ad assicurarsi un’egemonia che cancellasse o riducesse al lumicino l’influenza italiana. Ora che le primavere arabe si sono convertite in disastri, l’America sembra voler tornare alla più consolidata funzione esercitata dai vari governi di Roma, che su questi temi hanno mantenuto una sostanziale continuità. Più che una promozione per l’Italia, che pure esiste e sarebbe sciocco non valutare, la frase di Obama segnala una bocciatura della politica di Sarkozy. Aiutare i paesi della sponda meridionale del Mediterraneo ad assumere una configurazione politica più stabile non sarà impresa facile e non si può chiedere alla diplomazia italiana di esercitare un’influenza superiore a quella consentita dalle forze di cui dispone. Un esplicito appoggio, una specie di “mandato” attribuito dal presidente americano, com’è evidente, rappresenta un rafforzamento formidabile di questo ruolo potenziale e la delusione dell’America per l’avventurismo francese è per il nostro paese un assist formidabile.

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