La mezzaluna su Vienna

La decrescita dei cattolici a Vienna è drammatica, siamo ormai sotto il quaranta per cento, e tra non molto arriveremo al trenta per cento”, aveva detto il cardinale Christoph Schönborn, in un importante discorso pronunciato nel Duomo di Milano e pubblicato dal Foglio lo scorso dicembre. Non solo il cattolicesimo è in drammatico declino a Vienna, ma è già stato sorpassato dall’islam come religione più praticata e presente nei suoi istituti scolastici. La statistica arriva dallo Stadtschulrat für Wien, la commissione sull’educazione della capitale viennese: gli studenti musulmani sono diventati maggioranza. Questi sarebbero 10.734 nelle scuole medie, contro gli 8.632 studenti cattolici.

La mezzaluna su Vienna

La decrescita dei cattolici a Vienna è drammatica, siamo ormai sotto il quaranta per cento, e tra non molto arriveremo al trenta per cento”, aveva detto il cardinale Christoph Schönborn, in un importante discorso pronunciato nel Duomo di Milano e pubblicato dal Foglio lo scorso dicembre. Non solo il cattolicesimo è in drammatico declino a Vienna, ma è già stato sorpassato dall’islam come religione più praticata e presente nei suoi istituti scolastici. La statistica arriva dallo Stadtschulrat für Wien, la commissione sull’educazione della capitale viennese: gli studenti musulmani sono diventati maggioranza. Questi sarebbero 10.734 nelle scuole medie, contro gli 8.632 studenti cattolici. Il prossimo anno i musulmani sono destinati a diventare maggioranza anche nelle scuole superiori. Non è facile isteria eurabica (i musulmani in totale formano “soltanto” il dieci per cento della popolazione austriaca), ma è una verità che poggia su precisi trend demografici. Nel 1683, 250 mila soldati del gran visir Kara Mustafa, che assediavano Vienna da due mesi, vennero sgominati da un esercito cristiano. Fu bloccato così l’avanzare dei turchi dentro l’Europa, e con loro il grande sogno di rendere maomettano il mondo occidentale. Oggi non c’è un assedio e non c’è una guerra, ma una resa c’è. C’è un “bel funerale”, come amano dire i viennesi. E’ quell’apostasia silenziosa di cui ha parlato Schönborn in cattedrale e che T. S. Eliot aveva saputo mettere in straordinari versi: “E’ questo il modo in cui finisce il mondo. Non già con uno schianto ma con un lamento”. Ecco, dietro quei numeri c’è un lamento.

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