Al Cairo ecco il grande padre Sisi

Due giorni fa il feldmaresciallo egiziano Abdul Fattah al Sisi si è spogliato dei gradi militari e poi ha annunciato alla nazione che si candida alle elezioni presidenziali. Il discorso è un’anticipazione di come imposterà non già la campagna elettorale, che a questo punto sembra un’inutile formalità – considerato il deserto di rivali credibili e il sostegno da rockstar di cui gode – ma la sua presidenza. Il generale di solito si presentava in pubblico parlando in piedi e impettito da un podio, in occhiali scuri, e divisa gallonata, con cadenza inflessibile.

Al Cairo ecco il grande padre Sisi

Due giorni fa il feldmaresciallo egiziano Abdul Fattah al Sisi si è spogliato dei gradi militari e poi ha annunciato alla nazione che si candida alle elezioni presidenziali. Il discorso è un’anticipazione di come imposterà non già la campagna elettorale, che a questo punto sembra un’inutile formalità – considerato il deserto di rivali credibili e il sostegno da rockstar di cui gode – ma la sua presidenza. Il generale di solito si presentava in pubblico parlando in piedi e impettito da un podio, in occhiali scuri, e divisa gallonata, con cadenza inflessibile. Questa volta invece ha parlato da seduto, con una mimetica quasi anonima, senza berretto e senza occhiali scuri. La voce pacata e calda sembrava quella di un padre di famiglia che sta riconducendo i figli alla ragione. In sostanza: l’Egitto è un paese assediato e con nemici interni, e l’economia è un problema, sono in arrivo tempi duri.

Questa scelta da spin doctor di smettere i panni militari e di presentarsi fin da subito come una figura paterna per l’Egitto è anche la linea che probabilmente Sisi manterrà nei prossimi mesi, almeno. Sarà apprezzata certamente dalla base, che prova per lui sentimenti di devozione che definire filiale è riduttivo. Sarà meno apprezzata da chi ha creduto che la fine di Mubarak fosse anche la fine della patria potestà esercitata dall’esercito sul paese e l’inizio di una stagione di confronti politici. I processi al di sotto degli standard, la stretta autoritaria contro i giornalisti, il clima di paranoia e di repulisti interno sono alcuni dei dossier a cui Sisi dovrà presiedere, nelle sue nuove vesti di grande padre dell’Egitto.

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