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Di che cosa hanno parlato Obama e Francesco

Dopo più di due ore dalla conclusione del colloquio (durato cinquanta minuti) tra Barack Obama e il Papa, la Santa Sede ha diffuso un comunicato che fa il punto sui temi affrontati nel corso dell'udienza. "C'è stato uno scambio di vedute su alcuni temi attinenti all'attualità internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte". Ma il secondo punto che merita di essere sottolineato: "Nel contesto delle relazioni bilaterali e della collaborazione tra la Chiesa e lo stato, ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la chiesa nel Paese, come l'esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all'obiezione di coscienza nonché il tema della riforma migratoria".

Dopo più di due ore dalla conclusione del colloquio (durato cinquanta minuti) tra Barack Obama e il Papa, la Santa Sede ha diffuso un comunicato che fa il punto sui temi affrontati nel corso dell'udienza. "C'è stato uno scambio di vedute su alcuni temi attinenti all'attualità internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte". Ma il secondo punto che merita di essere sottolineato: "Nel contesto delle relazioni bilaterali e della collaborazione tra la Chiesa e lo stato, ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la chiesa nel Paese, come l'esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all'obiezione di coscienza nonché il tema della riforma migratoria". Linguaggio diplomatico per dire che Francesco e l'inquilino della Casa Bianca hanno a lungo conversato di Obamacare, con il Papa che presumibilmente ha chiesto conto al presidente degli Stati Uniti dell'obbligo di includere nelle assicurazioni sanitarie anche le procedure abortive e contraccettive. Non a caso, infatti, il comunicato parla di "libertà religiosa": un chiaro rimando a quanto scrisse, lo scorso dicembre, il presidente della conferenza episcopale d'America, mons. Joseph Kurtz, contestando al governo federale la violazione del principio costituzionale "First freedom".

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