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Aiuti all'Ucraina dal Fmi. Onu: "Illegale il referendum in Crimea"

Il Fondo monetario internazionale ha annunciato di avere raggiunto un accordo provvisorio con l'Ucraina su un programma di aiuti all'ex repubblica sovietica per un importo compreso tra i 14 ed i 18 miliardi di dollari (tra i 10 ed i 13 miliardi di euro) per i prossimi due anni. La cifra finale dell'aiuto, ha precisato l'Fmi, sarà fissata dopo consultazioni con l'Ucraina sulle sue esigenze finanziarie, e i contributi di istituti di credito internazionali potrebbero portare il pacchetto complessivo di aiuti a 27 miliardi di dollari (quasi 20 miliardi di euro).

Aiuti all'Ucraina dal Fmi. Onu: "Illegale il referendum in Crimea"

Il Fondo monetario internazionale ha annunciato di avere raggiunto un accordo provvisorio con l'Ucraina su un programma di aiuti all'ex repubblica sovietica per un importo compreso tra i 14 ed i 18 miliardi di dollari (tra i 10 ed i 13 miliardi di euro) per i prossimi due anni. La cifra finale dell'aiuto, ha precisato l'Fmi, sarà fissata dopo consultazioni con l'Ucraina sulle sue esigenze finanziarie, e i contributi di istituti di credito internazionali potrebbero portare il pacchetto complessivo di aiuti a 27 miliardi di dollari (quasi 20 miliardi di euro).

"Continuiamo a vedere unità internazionale di fronte alle violazione delle leggi internazionali e l'integrità del territorio ucraino": lo ha detto Barack Obama nella sua conferenza stampa congiunta con Matteo Renzi parlando della crisi di Kiev. Obama ha anche espresso tutto il suo appoggio all'accordo raggiunto con il Fmi per gli aiuti economici al Paese. "Ci sarà un piano di supporto e di sostegno per stabilizzare l'economia", ha aggiunto.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha bocciato come invalido e illegale il referendum con cui il 16 marzo scorso la Crimea ha votato per la secessione dall'Ucraina e l'annessione alla Russia. A favore del testo hanno votato 100 Paesi, 11 si sono espressi contro e 58 si sono astenuti.

Con la crisi in Ucraina i Paesi dell'Unione europea si sono resi coto di dover ridurre la loro dipendenza energetica dalla Russia. Lo ha ammesso il cancelliere tedesco Angela Merkel nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier canadese Stephen Harper. "In Europa – ha spiegato la Merkel – si sta discutendo una nuova visione della politica energetica".

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