Occhi a palla

Per fortuna che all’ultimo minuto ho messo a registrare Real-Barcellona. Così dopo aver visto per novanta minuti scapoli senza baldanza e ammogliati senza grida d’incitamento delle mogli, ventidue braghe tremebonde per la paura di perdere, difensori con dieci metri di campo libero davanti che non sapendo cosa fare della palla tardano a passarla, poi vanno in affanno e allora la passano indietro e sono sempre più affannati e più pericolosamente risucchiati dal vortice dell’insicurezza finché non la spediscono al portiere che calcia in modo adeguato al contesto.

Per fortuna che all’ultimo minuto ho messo a registrare Real-Barcellona. Così dopo aver visto per novanta minuti scapoli senza baldanza e ammogliati senza grida d’incitamento delle mogli, ventidue braghe tremebonde per la paura di perdere, difensori con dieci metri di campo libero davanti che non sapendo cosa fare della palla tardano a passarla, poi vanno in affanno e allora la passano indietro e sono sempre più affannati e più pericolosamente risucchiati dal vortice dell’insicurezza finché non la spediscono al portiere che calcia in modo adeguato al contesto – ma in tutta Italia ce n’è uno bravo con i piedi? – e la consegna all’avversario lontano se va bene, sennò a quello sulla tre quarti che subito si infiltra e tira in porta e se non siamo stati impallinati è solo per altrui pochezza, insomma dopo aver visto in un’ora e mezzo due gol casuali, un palo, una rabona da figlio di Onan e svarioni inguardabili, ho deciso di abbandonare i miei al loro destino nei cinque canonici di recupero, non ha senso soffrire senza nemmeno godere. Mi sono buttato sulla differita della Moto GP che se possibile è ancora più pallosa della Formula Uno e all’improvviso mi sono ricordato e di corsa al Bernabèu: lì ho visto ritmo, corsa, cattiveria, giocate di classe, rapidità di esecuzione, sette gol, una decina mancati di un soffio, uno salvato sulla riga di porta, legni scheggiati, tiri a gogò . Uno stadio bello, confortevole, opulento, non con quell’aria da socialismo reale che hanno i nostri, un manto erboso senza rattoppi. Spettatori in ansia e felici. Begli errori, pure: non è stata la partita perfetta se no sarebbe finita zero a zero. E’ stata una partita straordinaria, un tre a quattro, per la gioia dei nostri occhi.

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