Marine a cinque stelle

Piace perché è tenace, sicura di sé e abile quanto basta: Marine Le Pen, la leader del Front national, è la vincitrice del primo turno delle elezioni amministrative, prima importante scadenza elettorale nazionale da quando il socialista Hollande è all’Eliseo. Piace perché buca il teleschermo, non sa più di zolfo come il padre, ha fatto svanire i miasmi della xenofobia e dell’antisemitismo, e se è anti establishment è quanto meno frequentabile. Dice che il Fn romperà il gioco bipartitico, bipolare, cardine delle istituzioni della V Repubblica, con lei sta cominciando l’èra del tripartitismo.

Marine a cinque stelle

Piace perché è tenace, sicura di sé e abile quanto basta: Marine Le Pen, la leader del Front national, è la vincitrice del primo turno delle elezioni amministrative, prima importante scadenza elettorale nazionale da quando il socialista Hollande è all’Eliseo. Piace perché buca il teleschermo, non sa più di zolfo come il padre, ha fatto svanire i miasmi della xenofobia e dell’antisemitismo, e se è anti establishment è quanto meno frequentabile. Dice che il Fn romperà il gioco bipartitico, bipolare, cardine delle istituzioni della V Repubblica, con lei sta cominciando l’èra del tripartitismo. Nell’attesa, e quando lo ha detto non è sembrato affatto che stesse scherzando, il suo primo innegabile successo è aver fatto conoscere al mondo Hénin-Beaumont, 25 mila anime nel Pas-de-Calais, un posto più sconquassato della Montsou di Emile Zola, tradizionalmente feudo della sinistra che domenica sera ha eletto, per la prima volta nella storia, un sindaco del Fn direttamente al primo turno con il 50,26 per cento dei voti. Il Front si è presentato in altri seicento comuni sui trentaseimila, ha ottenuto un risultato ovviamente piccolo in valore assoluto ma molto importante se proiettato su scala nazionale: al ballottaggio di domenica prossima è in posizione favorevole in città come Avignone, Fréjus, Béziers, Tarascona, quella delle prodigiose avventure di Tartarino, ne conquisterà alcune e riuscirà comunque a fare eleggere un migliaio di consiglieri municipali. E’ un balzo in avanti ma da qui a disarticolare la coppia destra-sinistra delle presidenziali ce ne corre. Il Front sembra condannato allo stesso destino dei Cinque stelle: ascesa folgorante, impatto dirompente, accompagnati da evidente confusione di idee e dalla sensazione che possano entrare in gioco solo in caso di sommovimento, di punto di catastrofe dell’intero sistema. A differenza del movimento di Grillo però, il Fn ha una lunga storia alle spalle, esplose alle municipali del 1983 passando dallo zero virgola a un risultato a due cifre, negli anni 90 fece prove locali di governo con risultati disastrosi. E’ sempre rimasto ben radicato nel panorama politico, Jean-Marie Le Pen, suo fondatore nonché padre di Marine, sconfisse il socialista Jospin al primo turno delle presidenziali del 2002, conquistando così il ticket d’ingresso alla finale: le prese da Chirac per ben 82 a 18. La vittoria del 23 e 30 marzo alle municipali e persino una più squillante alle europee non è detto che inneschino necessariamente la valanga blue-marine che porterà Marine all’Eliseo. Altre volte il popolo francese ha voltato le spalle all’Unione europea e alle tecnocrazie di Bruxelles, bocciò il progetto di Costituzione, altre volte ha protestato e aderito a tesi sovraniste: ma dal ritorno indietro, dalla vendetta delle nazioni, non è mai nato nulla.

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