Elogio di Franti (e del cucù)

Vien quasi da ridere a dover dare ragione a Umberto Eco, cattivo maestro della dissacrazione attraverso il riso. Ma quando persino i migliori tra noi s’ingaglioffano nel paltò male abbottonato di un sussiego di maniera, “no, quei sorrisini non vanno, sono uno schiaffo gratuito. Un’offesa che l’Italia non merita”, bisogna elogiare Franti, lo sciagurato che ride dei compiti a casa ben fatti e della buona educazione di facciata. Ridere dissacra, e Dio sa se l’Europa dei burocrati ne ha gran bisogno. Ma sorridere può servire a sdrammatizzare e a restituire alle cose la loro misura umana: persino a quel mostro della Commissione di Bruxelles.

Elogio di Franti (e del cucù)

Vien quasi da ridere a dover dare ragione a Umberto Eco, cattivo maestro della dissacrazione attraverso il riso. Ma quando persino i migliori tra noi s’ingaglioffano nel paltò male abbottonato di un sussiego di maniera, “no, quei sorrisini non vanno, sono uno schiaffo gratuito. Un’offesa che l’Italia non merita”, bisogna elogiare Franti, lo sciagurato che ride dei compiti a casa ben fatti e della buona educazione di facciata. Ridere dissacra, e Dio sa se l’Europa dei burocrati ne ha gran bisogno. Ma sorridere può servire a sdrammatizzare e a restituire alle cose la loro misura umana: persino a quel mostro della Commissione di Bruxelles. Barroso e Van Rompuy hanno sorriso dell’audacia di Renzi, non di Renzi. Non è una gran bocciatura, e funzionari meno arcigni riescono a sembrare pure più credibili. Renzi è uno che sorride agli altri, sa usare il gioco e l’ironia pungente. Sorride perché è una buona arma, non un handicap. Che somigli a qualcuno, l’abbiamo già detto. Ma si ride sempre a squadre. Quelli che si indignavano per Berlusconi ora sghignazzano per Renzi sottoposto a cura analoga (non identica, però). Chi tacque allora si schifa adesso che qualcuno sorrida “di noi”. Si sarebbe preferito che la voce contro la Cattiva Signora e il cazzabubbolo si fosse alzata allora, quando c’erano da difendere i sacri confini della Patria. Ora c’è un premier coraggioso e che sa stare al gioco, sa inserire nella politica anche quel tanto di scioltezza delle relazioni umane che può scongelare perfino la mummia europea. Ridere dissacra, sorridere disinnesca. Soprattutto, è gesto reciproco. Se vi sembra troppo elogiare Franti, almeno converrete nell’elogio del cucù.

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