Sanzionare la russa sbagliata

Tra i politici russi finiti sotto sanzione da parte degli Stati Uniti ce n’è uno che non ha nulla a che fare con la Crimea: Yelena Mizulina. “Non ho conti in banca o asset all’estero”, ha detto Mizulina, per la quale la sanzione è invece una “vendetta per le mie idee”. Perché un motivo per colpire Mizulina nell’ottica di Obama c’è: in quanto presidente del comitato della Duma per gli Affari della famiglia, delle donne e dei bambini, Mizulina è la parlamentare che ha sponsorizzato le cosiddette leggi “anti gay”, proibendo la propaganda Lgbt ai minori e le adozioni di bimbi russi agli americani, dopo la legalizzazione delle nozze gay da parte di alcuni stati.

Sanzionare la russa sbagliata

Tra i politici russi finiti sotto sanzione da parte degli Stati Uniti ce n’è uno che non ha nulla a che fare con la Crimea: Yelena Mizulina. “Non ho conti in banca o asset all’estero”, ha detto Mizulina, per la quale la sanzione è invece una “vendetta per le mie idee”. Perché un motivo per colpire Mizulina nell’ottica di Obama c’è: in quanto presidente del comitato della Duma per gli Affari della famiglia, delle donne e dei bambini, Mizulina è la parlamentare che ha sponsorizzato le cosiddette leggi “anti gay”, proibendo la propaganda Lgbt ai minori e le adozioni di bimbi russi agli americani, dopo la legalizzazione delle nozze gay da parte di alcuni stati. Dunque un simbolo del conservatorismo di Vladimir Putin, l’autrice della legge che ha portato la Russia a subire un attacco costante e internazionale. Sarebbe stato come se Mosca avesse messo sotto sanzione un legislatore dello stato del Vermont che ha introdotto eutanasia e matrimonio omosessuale.
Mizulina è nota anche per le sue campagne contro l’aborto, tanto che ha vietato le pubblicità sulle cliniche dell’aborto in molti luoghi pubblici (“fare un aborto oggi in Russia è semplice tanto quanto acquistare una bottiglia di vodka – ha detto la politica russa – ma che l’alcol faccia male alla salute lo sanno tutti, mentre le conseguenze micidiali dell’aborto vengono taciute”). Sono un milione le donne che in Russia ricorrono all’aborto ogni anno e questo è tra le cause del drammatico tasso di natalità che si registra nell’ex impero comunista. Così dice Putin, forte del pieno appoggio della chiesa ortodossa russa, secondo la quale l’aborto rappresenta un “ammutinamento contro Dio”. Nel suo paese Mizulina è anche nota come “l’inquisitrice”. Perché ha idee sulla vita, il diritto naturale e la famiglia certamente molto diverse da quelle dei liberal del Massachusetts e del Vermont, che dal volantinaggio pro gay di fronte alle scuole, quello che voleva bandire Mizulina, sono passati direttamente a inserire la loro propaganda nei libri di scuola. Per questo, forse, Mizulina è finita sotto sanzioni. Sanzioni culturali.

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