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Renzi punta su spending review e rifoma del lavoro per rilanciare la credibilità dell'Italia in Europa

Il tema è l'Europa, il pensiero va però alla situazione economica italiana, alla spending review, al taglio delle tasse. Matteo Renzi, nel suo intervento alla Camera dei Deputati in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani, si è soffermato soprattutto sul "piano Cottarelli", Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica: "Presenteremo la spending review alle Camere, la presenteremo nelle sedi parlamentari. Il commissario - ha sottolineato il premier - ci ha fatto un elenco, ma toccherà a noi decidere. Come in famiglia se non ci sono abbastanza soldi sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no".

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Renzi punta su spending review e rifoma del lavoro per rilanciare la credibilità dell'Italia in Europa

Il tema è l'Europa, il pensiero va però alla situazione economica italiana, alla spending review, al taglio delle tasse. Matteo Renzi, nel suo intervento alla Camera dei Deputati in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani, si è soffermato soprattutto sul "piano Cottarelli", Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica: "Presenteremo la spending review alle Camere, la presenteremo nelle sedi parlamentari. Il commissario - ha sottolineato il premier - ci ha fatto un elenco, ma toccherà a noi decidere. Come in famiglia se non ci sono abbastanza soldi sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no".

La razionalizzazione della spesa pubblica deve essere, secondo il Presidente del Consiglio, un punto di partenza, come del resto il taglio dell'Irpef per i lavoratori dipendenti che guadagnano sino a 1500 euro, per arrivare ad una vera riforma del mondo del lavoro "dopo i fallimenti del passato" e alla luce di una "disoccupazione giovanile giunta ormai a livelli atroci". Ecco dunque perché "il Parlamento - ha detto il premier - deve avere la consapevolezza che attraverso la delega sul lavoro può dare vita a una grande discussione sui principi generali e sugli approfondimenti, che tocchi alcuni temi innovativi, come il sistema degli ammortizzatori sociali, il salario minimo, l'occasione di un assegno universale di disoccupazione e il fatto di consentire agli imprenditori di poter assumere senza la difficoltà pratica di farlo".

Un passaggio difficile ma necessario in quanto, ha continuato il Presidente del Consiglio, "se l'Italia si presenterà all'appuntamento della presidenza del semestre Ue con le carte in regola e se nel corso di queste settimane con velocità e coraggio" supererà "i temi che l'hanno tenuta a terra in questi anni, a quel punto sarà l'Ue ad avere bisogno di noi".

Riguardo alla situazione europea, Renzi ha sottolineato come l'Europa viva "una fase di difficoltà evidente agli occhi dei cittadini" e come proprio per questo ci sia "il forte rischio di un'affermazione di partiti populisti e antieuropeisti". E' per evitare questo che "il discorso sull’Europa a livello istituzionale deve partire da un presupposto: lottare contro le tecnocrazie e le burocrazie guardando agli ideali dei padri fondatori", esattamente come riferiva l'europarlamentare Langer in un discorso di 19 anni fa.

Nel suo discorso Renzi ha sfiorato, infine, anche la crisi ucraina dichiarando come il "referendum in Crimea sia illegittimo" ma che allo stesso tempo sia necessaria "un'azione concreta da parte di tutte le istituzioni, in particolar modo dai Paesi del G8, per cercare di addivenire a una soluzione che non può prescindere dal ruolo della Russia".

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