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L'educatore perfetto secondo Francesco

Un anno fa, Papa Francesco celebrava la messa per l'inizio del suo ministero pettino. Oggi, a dodici mesi di distanza, dedica a San Giuseppe l'udienza generale del mercoledì. In particolare, si sofferma su quel verbo, "custodire", che aveva fatto da filo conduttore all'omelia pronunciata il 19 marzo 2013 sul sagrato di san Pietro.  "Giuseppe merita tutta la nostra riconoscenza e la nostra devozione per come ha saputo custodire la Vergine Santa e il Figlio Gesù.

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L'educatore perfetto secondo Francesco

Un anno fa, Papa Francesco celebrava la messa per l'inizio del suo ministero pettino. Oggi, a dodici mesi di distanza, dedica a San Giuseppe l'udienza generale del mercoledì. In particolare, si sofferma su quel verbo, "custodire", che aveva fatto da filo conduttore all'omelia pronunciata il 19 marzo 2013 sul sagrato di san Pietro.  "Giuseppe merita tutta la nostra riconoscenza e la nostra devozione per come ha saputo custodire la Vergine Santa e il Figlio Gesù. L'essere custode è la caratteristica di Giuseppe: è la sua grande missione". Il Pontefice ha ripreso il tema della custodia secondo una prospettiva particolare, "la prospettiva educativa". Giuseppe come "modello dell'educatore che custodisce e accompagna Gesù nel suo cammino di crescita "in sapienza, età e grazia". Alla fine della catechesi, il Papa ha rivolto gli auguri a tutti i papà, "vivi e defunti", recitando con la folla presente in piazza un Padre Nostro. "Sarebbe un grave errore pensare che un padre e una madre non possano fare nulla per educare i figli a crescere nella grazia di Dio. Crescere in età, crescere in sapienza, crescere in grazia: questo è il lavoro che ha fatto Giuseppe con Gesù, farlo crescere in queste tre dimensioni, aiutarlo a crescere".

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